Politica

Sondaggi, Conte è il leader più gradito. Il governo aumenta il proprio consenso: 54%

La rilevazione di Ipsos per il Corriere della Sera: nonostante le continue tensioni interne, l'esecutivo aumenta il proprio gradimento rispetto al mese passato di 9 punti: è al 74% tra i leghisti. Il premier resta il più apprezzato. Intenzioni di voto: Lega al 35,9%, M5s sopra il 17, Pd al 21,6 per cento

Quattro punti distaccano Matteo Salvini da Giuseppe Conte nell’indice di gradimento tra gli elettori. Nel sondaggio realizzato da Ipsos dal 16 al 18 luglio per il Corriere della Sera emerge che la popolarità del presidente del Consiglio cresce di 6 punti rispetto a giugno e arriva al 58% nell’indice di gradimento, rimanendo davanti ai due vicepremier. Così come il governo, nonostante le continue tensioni interne, conferma il proprio consenso che anzi è in aumento rispetto al mese passato di 9 punti: 54% di voti positivi sul totale dei pareri espressi dagli intervistati. Lo scontro tra gli alleati ha raggiunto un nuovo picco, ma le reazioni degli elettori vanno in una direzione opposta, come fa notare Nando Pagnoncelli illustrando i dati: gli indici di gradimento, prima in forte calo, sono tornati ai livelli di inizio giugno, con valutazioni positive superiori a quelle negative. Il consenso è altissimo tra i pentastellati (94%), ma resta al 74% anche tra i leghisti: gli elettori delle due forze di governo sono quindi soddisfatti del lavoro dell’esecutivo.

Per quanto riguarda invece il confronto tra Carroccio e Cinquestelle, Salvini conserva un indice di apprezzamento nettamente superiore al collega Luigi Di Maio (54 contro 34), seppure il capo politico pentastellato sia in recupero: anche per lui consensi aumentati di 9 punti rispetto al sondaggio realizzato da Ipsos a giugno. Il ministro del Lavoro ha riguadagnato apprezzamenti soprattutto nel suo elettorato, mentre prevalgono le valutazioni negative da parte dei leghisti. Discorso diverso per Salvini che ha comunque il gradimento di quasi un elettore pentastellato su due tra gli intervistati.

Le differenze tra i due leader si rispecchiano anche nelle intenzioni di voto, con la Lega che è stimata al 35,9%: per ora la vicenda dei fondi russi non ha conseguenze, visto che il Carroccio cresce di quasi tre punti. Il M5s invece resta stabile al 17,4%, ancora dietro al Partito democratico che però frena e si attesta al 21,6 per cento. Nel centrodestra, Forza Italia è all’8,2%, mentre Fratelli d’Italia resta al 6.