Tecnologia

OnePlus 7 è lo smartphone da 600 euro con prestazioni elevate e pochi punti deboli

Prestazioni elevate e valorizzate anche dal software efficiente, autonomia più che soddisfacente e display di buona qualità sono i punti forti di uno smartphone da 600 euro che però non ha la memoria espandibile, manca delle certificazioni di impermeabilità e potrebbe scattare foto migliori in notturna.

OnePlus 7 è lo smartphone fratello minore del OnePlus 7 Pro e punta sul rapporto qualità/prezzo. Arriva in Italia con prezzi a partire da 559 euro, e in alcuni ambiti è in grado di dare filo da torcere anche ai top di gamma da 1.000 euro o più. I fiori all’occhiello sono prestazioni e software, anche se non sono male nemmeno il display e l’autonomia. Le carenze emergono in ambito fotografico quando si scatta in determinate condizioni, per la memoria non espandibile e la mancanza di certificazioni per l’impermeabilità. Appurato che l’esperienza utente non viene messa in discussione, c’è bisogno di qualche piccolo compromesso per decidere di acquistare un prodotto che è senza dubbio molto conveniente.

559 euro è la quotazione per la versione con 6 Gigabyte di memoria RAM e 128 Gigabyte di spazio di archiviazione. Il modello oggetto di recensione è invece il top di gamma, equipaggiato con 8 GB di RAM e 256 GB di spazio, che costa 609 euro di listino. Il concorrente diretto è lo Xiaomi Mi 9, che ha in dotazione lo stesso processore Snapdragon 855, e ha prezzi a partire da 449 euro.

Prestazioni e software

La piattaforma hardware promettente sulla carta, nei test si è dimostrata all’altezza delle aspettative. OnePlus 7 si è rivelato fluido e scattante, avvia le applicazioni all’istante, permette di navigare sul web senza problemi. Discorso analogo con i giochi con cui, però, si percepisce al tatto un po’ di calore attraverso il rivestimento posteriore. È qui che emerge l’importanza del sistema di raffreddamento a liquido in dotazione al fratello maggiore OnePlus 7 Pro, e assente in questo dispositivo per motivi di budget.

Il sistema operativo Android 9, personalizzato con l’interfaccia proprietaria OxygenOS, offre un’esperienza molto vicina, anche graficamente, a quella dei Google Pixel. Le pochissime aggiunte fatte dal produttore cinese non vanno a snaturare il sistema operativo così come concepito da Google. Questo approccio software ha sortito effetti positivi sulla piattaforma hardware (non appesantendola) e sull’autonomia. Con il nostro  approccio (misto tra LTE e Wi-Fi, due account mail attivi, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), abbiamo lavorato per 29 ore lontano dalla presa elettrica (1 giorno e 5 ore). Non male per una batteria da 3.700 mAh.

Abbiamo inoltre apprezzato la compatibilità con lo standard di ricarica rapida a 22W, che consente di portare la batteria da 0 al 70 percento in appena 45 minuti, usando il caricabatterie incluso nella confezione.

Design e schermo

Il design del OnePlus 7 è meno d’impatto rispetto alla versione Pro: la fotocamera anteriore non è a scomparsa, ma incastonata in un notch (la striscia scura nella parte alta dello schermo) che però ha una forma a goccia, moderna e poco invadente.

Il rivestimento è realizzato totalmente in vetro, i pulsanti fisici (volume e accensione) si raggiungono facilmente e si può usare lo smartphone con una sola mano. Come sempre l’effetto collaterale del vetro è scivoloso, per questo è consigliabile usare la cover in silicone inclusa nella confezione, che oltre tutto mette al riparo dalle ditate. Il modulo fotografico posteriore è lievemente sporgente: non crea problemi né di ergonomia né di stabilità quando si poggia il dispositivo su di un piano.

Lo schermo è praticamente lo stesso del OnePlus 6T: un modello AMOLED da 6,41 pollici caratterizzato da risoluzione di 1.080 x 2.340 pixel e rapporto di forma di 19,5:9. Si vede bene all’aperto, ha ampi angoli di visuale e la resa cromatica è convincente. Il pannello del OnePlus 7 Pro è su un altro livello, così come il prezzo. Da apprezzare la copertura con vetro Gorilla Glass 6 e l’integrazione del sensore biometrico, che funziona molto bene e riconosce l’impronte sempre al primo colpo.

La fruizione dei contenuti multimediali è esaltata dall’audio stereo, che fornisce una qualità buona e un volume apprezzabile, anche se c’è qualche distorsione quando si alza al massimo. Per quanto riguarda la connettività, sono da apprezzare Wi-Fi Dual-Band, Bluetooth 5.0 e NFC, ma manca la presa jack per le cuffie.

Comparto fotografico

Sul retro del OnePlus 7 ci sono due fotocamere: la principale con sensore da 48 Megapixel, la secondaria con sensore da 5 Megapixel per la profondità di campo. In diurna gli scatti sono convincenti, mentre in notturna si perde un po’ troppo in termini di dettagli e, soprattutto, la modalità notte non è efficace come quella di concorrenti quali Huawei e Google. Il secondo sensore da 5 Megapixel consente di ottenere, soprattutto in diurna, effetti bokeh (lo sfondo sfocato) che mostrano una naturalezza difficilmente raggiungibile solo via software.

Buoni anche i video, che possono raggiungere la risoluzione 4K a 60 fotogrammi al secondo e beneficiano della stabilizzazione elettronica. Per quanto riguarda i selfie, la fotocamera anteriore da 16 Megapixel lavora bene e convince anche con la modalità ritratto.