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Iran abbatte un drone Usa. I pasdaran: “È un messaggio alla Casa bianca”. Trump: “Grandissimo errore”

Le Guardie rivoluzionarie hanno detto di aver colpito il velivolo perché stava sorvolando lo spazio aereo iraniano. L'esercito statunitense ha definito "falsa" la versione. L'incidente ha aggravato rapidamente le tensioni che da settimane stanno suscitando preoccupazioni per un possibile confronto militare

L’Iran ha abbattuto un drone di sorveglianza navale degli Stati Uniti vicino allo Stretto di Hormuz. La notizia è stata data giovedì mattina dalle Guardie della rivoluzione dell’Iran, che hanno detto di aver colpito il velivolo perché stava sorvolando lo spazio aereo iraniano sopra la provincia meridionale di Hormozgan. L’esercito statunitense ha confermato l’abbattimento, replicando però che il drone si trovava nello spazio aereo internazionale. La distruzione del drone, un RQ-4A Global Hawk che aveva l’apertura alare di un aereo di linea, ha aggravato rapidamente le tensioni tra i due Paesi, che da settimane stanno suscitando preoccupazioni per un possibile confronto militare. Appena pochi giorni fa, due petroliere sono state attaccate e date alle fiamme proprio nello Stretto di Hormuz, suscitando attriti e accuse reciproche tra Usa e Iran. Lunedì, Teheran ha annunciato che entro dieci giorni supererà il limite delle riserve di uranio a basso arricchimento consentiti dall’accordo sul nucleare del 2015, suscitando reazioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito.

Nell’annunciare l’abbattimento del drone, il generale dei pasdaran iraniani Hossein Salami ha detto che si tratta di un “chiaro messaggio alla Casa bianca”: “I nostri confini sono la nostra linea rossa“. L’Iran, avvertono , “risponderà a ogni aggressione straniera e la nostra reazione è, e sarà sempre, categorica e assoluta“. Secondo il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, non si può “la violazione illegale e l’invasione dei cieli del Paese da parte di nessun oggetto volante straniero”. “Gli invasori sono pienamente responsabili” per questo “atto provocatorio”, ha aggiunto il portavoce.

La replica del presidente americano Donald Trump è arrivata dopo poche ore: “L’Iran ha commesso un grandissimo errore“, ha twittato il presidente americano. Interpellato da un giornalista sulla possibilità di bombardare l’Iran, Trump ha risposto: “Lo scoprirete presto”. La marina militare statunitense ha dichiarato che il drone è stato abbattuto da un sistema missilistico terra-aria iraniano, definendo “falsa” la versione fornita dall’Iran. Un funzionario ha confermato che le nave americane stanno cercando di recuperare pezzi del velivolo da un campo di detriti. È la seconda volta questo mese che l’esercito statunitense ha confermato l’abbattimento di un drone, dopo la perdita, il 6 giugno, di un drone MQ-9 Reaper, che secondo il Pentagono era stato colpito dalle forze Houthi dello Yemen, alleate con l’Iran.

Nel mezzo delle tensioni, che hanno già fatto schizzare alle stelle il prezzo del greggio, la Russia mette in guardia contro un eventuale uso della forza da parte di Washington. “Sarebbe un disastro per la regione”, ha detto Vladimir Putin. Il generale iraniano Salami ha dichiarato che “l’Iran non sta cercando la guerra con alcun Paese, ma le sue forze armate sono pronte a difendere il Paese da qualsiasi aggressione“. Riferendosi alla proposta americana di negoziare, il capo dei pasdaran ha poi sostenuto che “il nemico ha intrapreso una guerra economica contro l’Iran con l’obiettivo di indebolire la capacità difensiva del Paese” ma “la nazione iraniana resisterà e respingerà qualsiasi negoziato sotto pressione”.

La tensione fra Iran e Usa non smette di salire da quando Trump ha deciso a maggio del 2018 di ritirare gli Usa dall’accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Vienna nel 2015 e di ristabilire pesanti sanzioni economiche contro il Paese. Gli Stati Uniti, inoltre, hanno deciso di rafforzare la loro presenza militare in Medioriente dopo che l’annuncio di Teheran sull’arricchimento della sue riserve di uranio. Washington, oltre che accusare Teheran di essere responsabile dell’attacco alle due petroliere, gli dà la responsabilità per il sabotaggio dello scorso 12 maggio di quattro imbarcazioni al largo degli Emirati Arabi Uniti. In entrambi i casi, Teheran nega le accuse e anzi lascia intendere che l’attacco del 13 giugno potrebbe essere stato orchestrato dagli Usa per crearsi un pretesto per usare la forza.