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Brexit, il 3 giugno May presenta nuova proposta al Parlamento. Ma l’intesa col Labour è lontana

Downing Street ha comunicato la nuova deadline al termine di un incontro fra le premier e Corbyn definito "costruttivo e utile" ma che non ha portato a nessuna svolta sull'intesa per uscire dall'Unione Europea. E Londra si appresta a votare il nuovo Parlamento di Bruxelles

Il neonato Brexit Party di Nigel Farage viene dato dai sondaggi al 34%, mentre il Regno Unito continua a non trovare un accordo sull’uscita dall’Europa. Theresa May, dopo le bocciature degli ultimi mesi e le mancate intese per raggiungere una maggioranza parlamentare favorevole, ha annunciato che presenterà un nuovo piano al Parlamento a partire dal 3 giugno, con l’obiettivo di completare il percorso della Brexit entro inizio luglio e prima della pausa estiva. Intanto, nonostante i tentativi per scongiurare questa possibilità, Londra si appresta a votare per le elezioni europee del 26 maggio, come gli altri 27 paesi Ue. L’annuncio della nuova deadline è arrivata da Downing Street dopo l’incontro tra la premier e il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn. Un incontro definito “costruttivo e utile”, e che si inserisce all’interno di una lunga serie di negoziati tra Tory e Labour che proseguiranno nei prossimi giorni alla ricerca di un accordo di compromesso sui termini dell’uscita dall’Ue la cui ratifica in Parlamento resta una premessa necessaria per poter poi promulgare la legge attuativa.

L’intesa con il Labour appare peraltro ancora tutta da raggiungere e il comunicato di Downing Street non indica per ora svolte al riguardo (in particolare sulla permanenza di Londra nell’unione doganale, considerata una condizione nodale da Corbyn). L’annuncio viene intanto commentato dai media come un tentativo della premier di forzare la mano e di giocare di fatto la settimana del 3 giugno la carta d’un quarto voto parlamentare per ottenere il via libera della Camera dei Comuni a un divorzio da Bruxelles con accordo: dopo le tre bocciature patite nei mesi scorsi e dopo le elezioni Europee del 23 maggio nelle quali sia conservatori sia i laburisti sembrano destinati a essere penalizzati sullo sfondo dell’attuale stallo sulla Brexit.