Società

Debito pubblico? Meno male che c’è!

In questi giorni in cui è da poco uscito il Def (Documento di economia e finanza), tutti siamo preoccupati perché il nostro Paese appare in grande difficoltà, con recessione in atto, diminuzione degli occupati e debito pubblico esplosivo. Un amico mi ha però fatto notare che, in qualche misura, il grande debito pubblico impedisce ai politici di mettere in atto mosse troppo avventate.

Se arrivasse la fata turchina e con la sua bacchetta magica facesse sparire il debito pubblico italiano cosa succederebbe? Immediatamente tutti i politici sarebbero raggianti e pieni di iniziative, visto che non ci sarebbero più vincoli di bilancio stringenti. Alcuni proporrebbero di andare tutti in pensione a 50 anni, altri di dare un reddito a tutti i giovani fino ai 40 e infine, qualcuno, di offrire 80 euro al giorno a tutti. Si comincerebbe ad assumere nei Comuni, nelle rinate Province e nelle Regioni per raddoppiare gli organici. Qualcuno addetto a portare in giro il cane del sindaco si sentirebbe sicuro del suo posto fisso.

Nel breve volgere di un lustro ci ritroveremmo col debito pubblico di nuovo elevato e, in aggiunta, con un carrozzone di dipendenti pubblici enorme e il tessuto produttivo distrutto, visto che per cinque anni nessuno avrebbe lavorato. Neanche la fata turchina tornerebbe volentieri in nostro soccorso, vista la mala parata. La conclusione del mio amico è, quindi, che è meglio che ci sia il debito pubblico. Solo in questo modo la famelica bramosia dei politici di acquisire consenso viene calmierata perché non ci sono i soldi e, se li andiamo a chiedere in prestito, coloro che ce li devono dare ci sottopongono al famoso spread e alla prospettiva di bancarotta.

Sul momento la tesi del mio amico mi è parsa simpatica, ma strampalata e azzardata, forse soprattutto provocatoria. Ci ho successivamente riflettuto e mi è venuto in mente un caso successo circa 30 anni or sono quando lavoravo come medico, in stretto contatto col servizio sociale. Una famiglia assistita dal servizio sociale era composta dalla madre, che lavorava come donna delle pulizie, dal padre, che svolgeva lavoretti saltuari come muratore, e da tre figli. Vivevano in una situazione di disagio economico e avevano bisogno di aiuto. Un giorno successe che un prozio, che abitava lontano e loro neppure conoscevano, improvvisamente morì, lasciando loro un bel gruzzolo di soldi liquidi, per cui questa famiglia smise di rivolgersi al servizio sociale. Gli assistenti sociali erano contenti per loro, ma dopo soli tre anni questi si ripresentarono. Avevano finito il denaro e, in aggiunta, avevano lasciato i lavori che svolgevano, per cui si trovavano in una difficoltà ancora maggiore, rispetto a quella di tre anni prima.