Politica

Per Caio Giulio Cesare Mussolini una capatina all’anagrafe non sarebbe male

di Lorenzo Giannotti

Il momento non è dei migliori per il nostro Paese, e prevedere un deciso passo verso destra di tutto il continente alle imminenti Elezioni europee non è difficile. Il fascismo, fra manifestazioni ed episodi poco rassicuranti, a tratti sembra riprendere piede in un Paese che ha subito atrocità e disgrazie sotto il nome di Benito Mussolini.

Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del Duce fresco di candidatura per le elezioni europee con la lista di Fratelli d’Italia della mite Giorgia Meloni, è solo l’ultimo dei discendenti che hanno ereditato dall’ascendente più famoso la passione per la politica. Prima di lui, il papà Guido si era candidato al Campidoglio nel 2001 con Forza Nuova senza trovare troppe fortune.

Alessandra, appena zimbellata in mondovisione da un senza scrupoli Jim Carrey, ben più famosa e navigata, vanta sei legislature nazionali e due europee. Rachele Mussolini, sorella di Alessandra e consigliera comunale a Roma, dice: “Non mi sono mai servita del mio cognome, anzi ne ho pagato le spese. Chiamarsi Mussolini è difficile, a Roma, in Italia, nel mondo. È un cognome impegnativo, ma lo porto con grande orgoglio”. Praticamente in Italia il cognome Mussolini si porta con orgoglio. A differenza di un Paese come la Germania, che ha vissuto nello stesso periodo italiano la sciagura tremebonda e la pazzia sconfinata di Adolf Hitler. Fra pronipoti e discendenti riconosciuti nessuno di loro è membro di partiti politici o si muove nell’ambito della cosa pubblica. Nessuno di loro porta il cognome altisonante che gli sarebbe toccato sostituendolo, seppur a volte senza troppa fantasia (Hietler, Hiedler, Hutler, Huetler).

Posto che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, figurarsi quelle dei nonni sui nipoti; la Germania a differenza nostra pare aver fatto i conti con un passato nefasto condannandolo senza appello e senza dimostrare “orgoglio” alcuno. Debellando fino in fondo una malattia pericolosa, che da noi sembra incontrare qualche fastidiosa resistenza. Non è un invito per il neocandidato della Meloni a fare una capatina all’ufficio anagrafe, ma sicuramente sarebbe per lui un’occasione ghiotta per prendere due piccioni con una fava.

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