Diritti

Famiglia, Di Maio: “Mi preoccupa deriva ultradestra della Lega”. Scontro anche sull’addio al bonus baby sitter e nido

Il vicepremier ospite su Rete4 critica nuovamente il Carroccio per le posizioni su aborto e famiglia, ma si difende anche dagli attacchi degli alleati per la mancata proroga nella legge di bilancio 2019 della norma che prevedeva il beneficio fino a 600 euro mensili per le mamme lavoratrice che rinunciano al congedo parentale. Fonti leghiste scaricano la responsabilità sul ministro del Lavoro che replica: "Forse sono distratti". Fonti Cinquestelle spiegano: "Bonus abolito per poche adesioni, il risparmio è stato messo sul bonus secondo figlio"

Il tema della famiglia crea nuovi attriti nel governo gialloverde. Basta una circolare dell’Inps che ricorda la mancata proroga del bonus baby sitter e nido per le mamme lavoratrice, decisa più di tre mesi fa in approvazione della manovra, a scatenare nuove accuse incrociate. Fonti della Lega scaricano le responsabilità sul ministro del Lavoro Luigi Di Maio e il vicepremier, ospite a Stasera Italia su Rete4, oltre a replicare, lancia anche una nuova frecciata a ormai tre giorni dalla fine del congresso di Verona: “Dire che per risolvere il problema della crescita demografica bisogna chiudere in casa la donna a fare figli o abolire la legge sull’aborto, o discriminare e odiare qualcuno, non è accettabile. A me preoccupa questa deriva di ultradestra che a volte anche la Lega abbraccia e mi costringe a prendere posizione”.

Di Maio ha poi ribadito che “i cosiddetti temi etici non sono stati messi nel contratto di governo: qualcuno dice che così non si va avanti, ma così non si va neanche indietro e le conquiste sociali non si toccano”. “Abbiamo alzato di 500 euro, fino a 1.500, il bonus per i nidi per i prossimi tre anni e l’assistenza domiciliare, sempre fino a 1.500 euro, per i bambini affetti da patologie. La Lega, forse, è un po’ distratta“, ha infine affermato il vicepremier. Il riferimento è appunto in questo caso alla circolare dell’Inps e alla successive polemiche.

Oggi l’Istituto di previdenza sociale ricorda in un documento che dal primo gennaio 2019 non è più possibile per le neo-mamme “scambiare” il congedo parentale con un beneficio fino a 600 euro mensili per un massimo di sei mesi per pagare la baby sitter o l’asilo nido. È appunto l’effetto di quanto deciso nella legge di bilancio 2019 che non ha prorogato la norma sul bonus. Il messaggio dell’Inps serve a spiegare che chi lo ha già chiesto entro l’anno scorso deve usarlo entro il 31 dicembre 2019, per gli altri non è più possibile presentare domanda. La circolare arriva più di tre mesi dopo la mancata proroga, ma scatena comunque la polemica politica a scoppio ritardato, con gli attacchi del Pd alla maggioranza ma anche con fonti della Lega che, parlando all’Ansa, scaricano le responsabilità sul ministro Di Maio: “Era lui a gestire il bonus”. Le fonti sostengono che il Carroccio “nell’ultima sessione di bilancio ha presentato emendamenti per il rifinanziamento della misura”. “Ci auguriamo che Di Maio, titolare di un ministero col portafoglio – concludono le fonti – voglia porre rimedio al mancato rinnovo”.

La replica di fonti M5s
Ci sorprende l’attacco che arriva dalla Lega a Luigi Di Maio, anche perché è un attacco illogico visto che come maggioranza in Commissione Bilancio non abbiamo votato mai in difformità, del resto sarebbe già uscito sui giornali allora, non oggi. Quindi se la Lega li ha presentati come dice poi li deve aver ritirati, presumiamo. Il voucher baby sitter non è stato rifinanziato nel 2019 perché vi aderivano pochissime famiglie, nemmeno 10mila mamme e c’è un motivo: la ragione principale è che le mamme che optavano per il voucher dovevano rinunciare al congedo e le mamme non lo fanno, preferiscono tenerselo per esigenze dei figli. Per questo motivo il risparmio è stato messo, anche in modo più oneroso sul bonus secondo figlio e questo la Lega lo sa perché ci abbiamo lavorato insieme come governo”, affermano fonti M5s.

La circolare Inps
Nella sua circolare l’Inps sottolinea che non è possibile lo svolgimento delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting oltre la data del 31 dicembre 2019: questo il motivo del messaggio. “Qualora residuassero mesi interi di beneficio non fruito – si legge – questi saranno considerati oggetto di rinuncia con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale (il beneficio è divisibile solo per mesi)”. Il contributo per far fronte agli oneri degli asili nido invece potrà essere fruito fino al 31 luglio 2019. In caso di beneficio non fruiti, informa ancora l’Inps, vale lo stesso meccanismo.

Gli attacchi del Pd
“Vanno a Verona, straparlano di famiglia, ma quando sono costretti a produrre gesti concreti, viene fuori la realtà. Al governo c’è una maggioranza che si muove scientificamente contro la famiglia. L’abolizione del bonus baby sitter, che fu introdotto dal governo Renzi, è solo l’ultimo affronto di questo Governo contro le donne italiane”, afferma il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci. Il riferimento è all’intervento di Matteo Salvini al Congresso della Famiglia di Verona e l’annuncio di Luigi Di Maio di un nuovo pacchetto di misure per le famiglie da inserire nel Def.

La legge di bilancio 2019
Nella legge di bilancio 2019, accanto alla mancata proroga del bonus baby sitter e nido, è stato invece confermato e anzi aumentato il cosiddetto bonus asilo nido che è passato da mille a 1500 euro. Inoltre il bonus bebè è diventato più generoso a partire dal secondo figlio, con una maggiorazione del 20 per cento. Infine, è rimasto in vigore il bonus “mamma domani“, il premio alla nascita da 800 euro. Per quanto riguarda invece il congedo per i papà, è salito da 4 a 5 giorni.