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Decretone, ok alla Fiducia alla Camera. Per il governo 323 sì. Il testo torna al Senato

L’Aula della Camera ha approvato la fiducia al decretone che introduce reddito di cittadinanza e quota 100 per la pensione. I sì sono stati 323, i no 247 e 4 astenuti. Ora si passa agli ordini del giorno, giovedì mattina ci sarà il voto finale sul provvedimento che poi dovrà tornare al Senato per la terza lettura, dopo che il testo è stato emendato nei giorni scorsi con l’introduzione di modifiche alla platea che riceverà la pensione di cittadinanza e l’aumento dell’assegno per le famiglie con disabili, oggetto in verità di pesanti polemiche per l’esiguità dell’incremento, fissato in 50 euro.

Ecco le principali modifiche introdotte con il passaggio a Montecitorio che ora dovranno essere definitivamente confermate da Palazzo Madama

OBBLIGO LAVORO SOLO CON SALARIO DA 858 EURO – L’ottica del salario minimo, nuovo obiettivo dei 5S, si proietta sul reddito. L’obbligo di accettare un’offerta congrua scatterà solo se il salario supererà del 10% il beneficio massimo, quindi 78 euro in più di 780 euro. Le offerte potranno essere destinate anche a chi un lavoro già lo ha ma rientra nella categoria dei cosiddetti working poor, chi cioè è povero ma non disoccupato.
STRETTA SU FURBETTI DIVORZIO – Contro il fenomeno delle false separazioni per rientrare negli standard del reddito è stata introdotta una norma ad hoc: per le separazioni e i divorzi avvenuti dopo il primo settembre servirà un verbale dei vigili. Intervento anche sui genitori single: anche se madre e padre non sono né sposati né conviventi, l’Isee dovrà essere comprensivo di entrambe le situazioni patrimoniali e reddituali.
REQUISITI PIU’ STRETTI PER STRANIERI – Gli extracomunitari dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal Paese di origine, con traduzione in italiano e validazione del consolato. Reddito e pensione non si potranno peraltro richiedere se si posseggono case da oltre 30.000 euro non solo in Italia ma anche all’estero.
DISABILI E GENITORI CON FIGLI PICCOLI – I genitori di minorenni saranno tenuti ad accettare un’offerta di lavoro solo entro 250 km dalla residenza e non più in tutta Italia, anche in caso di terza offerta. Per le famiglie (numerose) con disabili sono state invece ritoccate le scale di equivalenza, facendo lievitare il beneficio massimo di 50 euro.
STATO NON VEDRA’ LE SPESE, PENSIONE ANCHE CASH – Per tutelare la privacy dei beneficiari, le singole spese effettuate con la card del reddito non potranno essere monitorate. Il vincolo, pensato per evitare che il denaro ricevuto venga speso in gioco d’azzardo, salta di fatto anche per le pensioni, che potranno essere erogate in contanti e non solo sulla carta Rdc.
NIENTE BENEFICI PER CHI HA GUAI CON LA GIUSTIZIA – Reddito e pensione vengono sospesi non solo in caso di condanna definitiva e di latitanza (così come disposto anche per il normale assegno previdenziale), ma anche se si è solo indagati o imputati.
INCENTIVI ANCHE PER APPRENDISTI, MAXISANZIONI PER NERO – Il bonus per l’assunzione di beneficiari del reddito varrà anche per i contratti di apprendistato, non più solo a tempo pieno e indeterminato. Verrà invece revocato in caso di licenziamento entro 3 anni dall’assunzione. Le sanzioni incrementate del 20% contro il lavoro nero di stranieri irregolari e minori sono estese anche all’impiego sommerso dei beneficiari del reddito.
ACCORDO CON LE REGIONI SUI NAVIGATOR – Dal 2020 gli enti potranno assumere 3.000 persone (rispetto ai 6.000 precedenti) da destinare ai centri per l’impiego e dal 2021 ulteriori 4.600, anche per stabilizzare i propri precari. Il costo è 120 milioni nel 2020 e 304 milioni dal 2021. Al potenziamento dei centri per l’impiego vengono destinati ulteriori 340 milioni in tre anni.
NIENTE TETTO D’ETA’ PER RISCATTO LAUREA – Le agevolazioni previste scatteranno anche per gli over 45. Resta però il limite temporale del 1996: la detrazione del 50% scatta solo per coloro che sono “privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995”.
ANTICIPO TFS STATALI FINO A 45.000 EURO – Per i dipendenti pubblici in pensione con quota 100 l’anticipo del trattamento di fine servizio sale da 30.000 a 45.000 euro. Potrà essere richiesto anche dagli statali già in pensione.
PIÙ TEMPO PER LA PACE CONTRIBUTIVA – I ‘buchi’ potranno essere coperti e saldati in dieci anni, con 120 rate mensili, non più in 5 anni con 60 rate.
ADDIO FINESTRE PER PENSIONAMENTO LAVORATORI GRAVOSI – Per l’accesso all’ape social e alla pensione con quota 41 a chi esercita professioni gravose non servirà più aspettare la finestra di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.
ASSUNZIONI NELLA SANITÀ PER COPRIRE BUCHI QUOTA 100 – Gli enti e le aziende del servizio sanitario nazionale potranno avviare le procedure per l’assunzione anche per coprire le uscite in corso d’anno. Da luglio via libera anche ad oltre 500 assunzioni ai Beni culturali.