Società

Chiara Ferragni, vuoi l’Ambrogino d’oro? Prima devi riuscire a battere me

L’altra notte mi è capitato di fare un sogno insolito: Sant’Ambrogio in persona, con la voce dolce come il miele, mi è apparso in tutto il suo splendore e mi ha detto “Ricky Farina, tu sarai candidato per l’Ambrogino d’oro 2018, questa è la mia solenne volontà, non ribellarti al tuo luminoso destino”. Mi sono svegliato subito, miraggi di gloria mi hanno fatto continuare il sogno ma a occhi aperti; mi sono immaginato la telefonata con mamma: “Mamma, mamma, vogliono darmi l’Ambrogino d’oro!”-, svenimento della suddetta mamma, silenzio.

Mi sono immaginato di ricevere la medaglia d’oro direttamente dal sindaco Sala con questa folgorante motivazione: “Caro Ricky Farina, la città di Milano è onorata di conferirle la medaglia d’oro per il suo contributo metafisico al benessere cittadino, la sua pervicace ostinazione a non lavorare ci ha fatto capire quanto sia importante l’ozio, la sua inerzia tentacolare, la sua inoperosità famelica, e le sue inattività spettacolari ci hanno commosso nel profondo, lei ci ha rivelato l’essenza filosofica di questo motto imperituro: ognuno di noi è responsabile delle proprie inazioni. Congratulazioni!”.

Applausi, lacrime e qualche dissenso. Chi osa dissentire? Vedo una delegazione della Lega con dei cartelli sorprendentemente creativi: “Al rogo il Mandrake del fancazzismo!” Aiuto! Sant’Ambrogio, ti prego, allontana da me questo amaro calice!

Per fortuna la realtà esiste e mi protegge, niente di tutto questo avverrà, adoro la realtà. Nella realtà le candidature del 2018, tra gli altri, portano il nome di una fashion blogger, Chiara Ferragni, e di una discoteca storica di Milano, l’Old Fashion. Vi sorprenderò a questo punto, ritengo che siano due candidature validissime, dipende sempre dal punto di vista con il quale si giudicano le candidature.

Dal punto di vista dei leggings, il nome della Ferragni è praticamente perfetto, ho sentito una sua intervista in cui fa un elogio dei leggings, e come darle torto? Togliete a Milano l’invasione di queste gambe snelle, evidenziate dai pantacollant, e ci avrete tolto una fetta dei nostri desideri di cittadini deambulanti. I leggings ti fanno sognare, ti fanno viaggiare con la fantasia, al fuso orario si sostituisce il “fuseaux orario”, e noi maschietti siamo grati a queste erezioni elasticizzate!

Poi, Chiara Ferragni è una dea, ha una bellezza soave, un’eleganza che è un sospiro di seta nel gorgo triturante della città. Suo marito, il rapper poeta Fedez, ci ha regalato versi da tatuare per sempre nella memoria, uno me lo sono segnato: “Se fossi fidanzato di Trenitalia, sarei stufo di comprare test di gravidanza per ogni suo ritardo!” Come non adorare questa giovane coppia di sposini? L’eleganza e la critica sociale fuse assieme. Ambrogino per Chiara subito!

Sull’Old Fashion, candidatura proposta dalla Lega di Matteo Salvini, noto filantropo e ministro dell’accoglienza, non posso che essere d’accordo con tutto me stesso. Locale storico, luogo di migranti della moda, santuario della vacuità, emblema di una inviolabile leggerezza in grado di commuovere anche il cuore di pietra di uno scafista.

Nessuna polemica da parte mia, non sono mica uno snob! Mi permetto solo di fare anche io una modesta proposta per un Ambrogino d’oro alla memoria, mi rendo conto che il nome che sto per fare non è altisonante, ma vi chiedo di prenderlo in considerazione: Giuseppe D’Ambrosio Angelillo. Poeta di strada, editore artigianale, amico di Alda Merini, aveva un banchetto di libri davanti alla Mondadori, Davide contro Golia, una barba folta e due occhi buoni come il pane, con le sue edizioni Acquaviva ci ha fatto sognare la poesia, lo so, la poesia non può competere con i leggings della Ferragni e le feste a tema dell’Old Fashion, ma riflettete su questo nome, vi prego.

Viveva con una moglie adorabile e cinque figli in un appartamentino traboccante libri, cultura e dignità. Andai a trovarlo poco prima che morisse, gli feci un film, mi disse che aveva appena finito di scrivere un libro di mille pagine su Alda Merini, capite? Mille pagine su Alda Merini! Questo preziosissimo libro è ancora in un cassetto come
un sogno, liberiamolo, facciamo prendere aria ai sogni di poesia. Lo so, Alda Merini con i leggings non c’entra molto, la poesia non frequenta abitualmente le discoteche, ma credetemi, nella vita ogni tanto bisogna avere coraggio, non sempre, ogni tanto, così, tanto per fare un dispetto all’ignoranza.

Sant’Ambrogio, tu che dici? Vi ripropongo per l’occasione il mio film ritratto a Giuseppe, con una certezza nel cuore: la poesia è oro, non ha bisogno di monete.