Politica

La maggioranza silenziosa ora governa, meglio non ascoltare chi non vuole collaborare

“Maggioranza silenziosa” non è un semplice gioco di parole con il quale gli “specialisti” della politica battezzano in ogni tempo il fiorire delle correnti di pensiero. E’ la volontà silenziosa, quasi mai espressa a parole, ma statuita con determinazione al momento del voto, di quei cittadini che sono troppo impegnati nella vita quotidiana, o poco avvezzi alle discussioni, per aver tempo e voglia di confrontarsi con chi la politica la segue con passione o con chi la esercita direttamente.

I “millennials” (così chiamano i giovani nati a cavallo del nuovo secolo) non possono certo sapere, in forma diretta perlomeno, cosa era e cosa rappresentava attorno agli anni Sessanta e seguenti la “maggioranza silenziosa”. E’ stato un fenomeno popolare, e certamente spontaneo, perfettamente democratico, sorto tra gli anni 60 e sviluppatosi in Italia fino alla stagione di “Mani Pulite”. Inizialmente in completa autonomia, cioè senza inquinamenti partitici di qualunque colore (anche se, tra i media, già si poteva individuare qualche importante influenza a favore del cambiamento) tra la guida politica e governativa impressa al paese dalla predominanza democristiana e quella rivoluzionaria, classista, del partito Comunista, che insieme ai socialisti costituivano la perenne opposizione al sistema. Ebbene, quando si era ancora nel pieno dell’egemonia dc al governo, e del Pci in buona sintonia coi sindacati all’opposizione, avvenne un episodio di importanza storica ad imprimere una svolta decisiva verso il sistema liberista: la marcia dei 40.000 (1980), la protesta di migliaia di impiegati Fiat contro i picchettaggi che impedivano loro, da 35 giorni, di entrare in fabbrica. Forse le “sinistre” dell’epoca avevano osato troppo, o forse era maturo un cambiamento, difficile dirlo, fu però il momento della svolta, che poi, con il deflagrare di “Mani Pulite” guidato da un più gagliardo che mai Antonio Di Pietro e seguito alla caduta del Muro di Berlino e del regime sovietico nell’est europeo, aprì definitivamente la strada anche in Italia al liberismo capitalista ora arrivato all’apice del potere globale quasi completamente privo di controllo.

Quella maggioranza “silenziosa” ora ha trovato non solo voce per farsi sentire, ma anche artigli per comandare.

La Lega e il Movimento 5 Stelle hanno per ora trovato tra di loro un “modus vivendi” attraverso il quale sembrano navigare abbastanza bene. Certamente alcune loro decisioni fanno discutere, ma non sembra che ciò stia provocando grande sdegno o rivolta popolare, anzi, sembra proprio il contrario. Quindi, salvo errori madornali dovuti all’inesperienza (che non sono certo peraltro mancati nemmeno negli immediati governi precedenti), non c’è motivo di suonare le sirene d’allarme o la gran cassa della rivolta, il popolo è con loro!

Forse durerà poco, come sembra inevitabile, visto che la novità è costituita a livello popolare (non “populista”, prego!) da persone che non hanno voglia o tempo per occuparsi di politica, ma è un fatto che tutta una serie di circostanze (il degrado democratico ventennale del berlusconismo sovranista-pseudo-democratico seguito dal blitz avventuristico-riformista e altrettanto-sovranista-pseudo-democratico del renzismo pigliatutto) abbia portato anche il più maturo popolo delle “sinistre” a cercare altrove la propria bandiera e a trovarla in chi non si è limitato a promettere la luna ma ha annunciato quei cambiamenti, a livello normativo e legislativo, che tutti i popoli delle democrazie evolute ormai sperano di fronte all’imperio delle multinazionali e alla voracità cannibalista del capitalismo globale, verso cui “destra” e “sinistra” indistintamente e supinamente chinano il capo e obbediscono.

Questo governo no, per ora almeno, non lo fa.

Salvini e Di Maio non sono miliardari (come l’americano che vuole cambiare il mondo… per vederlo sdraiato ai suoi piedi), quindi sono senz’altro più credibili. Non manterranno tutte le loro promesse, certo, ma si sappia che solo i grandi “statisti” sono riusciti a mantenerle quasi tutte.

Se i cittadini, e persino gli inesperti “millennials”, hanno deciso di votare a maggioranza i candidati di Lega e M5S nonostante il vulnus di leggi elettorali che garantiscono l’elezione solo ai famigli e ai pupilli dei ras di partito, significa che sono gli unici che danno qualche speranza di vero cambiamento. Agli eletti quindi per ora chiedono solo di essere buoni politici e di rimediare ai gravissimi errori fatti da quelli che li hanno preceduti. Sarebbe già un ottimo inizio dopo i disastri compiuti nel trentennio precedente.

Quasi inutile chiedere ai loro oppositori moderazione e collaborazione: sono gli stessi che, quando erano in carica, hanno abusato in modo inverecondo dei loro poteri al solo scopo di rafforzare e consolidare il loro personale potere. Se non vogliono collaborare alla rinascita di una sana ed efficiente democrazia… meglio non ascoltarli nemmeno. Anzi, non per difendere se stessi ma in difesa della vera democrazia, se quelli dovessero insistere nell’uso scriteriato dei media da loro controllati per fare opposizione fine a se stessa, dovranno legiferare allo scopo di impedirglielo. Il popolo della nuova maggioranza silenziosa sarà al loro fianco.