Politica

M5s vota la turbo-berlusconiana Casellati al Senato. Di Maio e gli altri tra fughe e distinguo: “Non è patto col diavolo”

“Non rilascio dichiarazioni, non rilascio dichiarazioni, non rilascio dichiarazioni”. Luigi Di Maio è di poche parole all’uscita dalla Camera dei Deputati, dopo l’elezione di Roberto Fico (video: il discorso) a Montecitorio e della berlusconiana Maria Elisabetta Alberti Casellati (video: il discorso) alla presidenza del Senato. “Abbiamo rispettato il voto popolare”, dice Danilo Toninelli. E aggiunge: “Salvini ha fatto un nome di Forza Italia che non era Romani. Per noi votare Casellati significava votare Fico”. “Oggi è una tappa importante nel processo di rinnovamento”, dice Vito Crimi. “Casellati è comunque una persona delle istituzioni”, dice il senatore grillino Sergio Puglia. Berlusconiana della prima ora e pasionaria del lodo Alfano, “ma è una questione diversa”, prosegue Puglia. Per incontrare qualche imbarazzo bisogna attendere il neosenatore Daniele Pesco: “Ammetto, un po’. Ma è politica”. Ma si torna subito alle rassicurazioni: “Siamo sempre gli stessi”, dice Andrea Cioffi, che aggiunge un altro distinguo: “Berlusconi è fuori dal Parlamento e la Camera ha alla presidenza Roberto Fico. Ma non è un patto con il diavolo”