Elezioni Politiche 2018

Risultati elezioni 2018, i numeri del nuovo Parlamento: alla Camera il centrodestra a quota 260, i 5 Stelle saranno 221

CRONACA ORA PER ORA - Alle forze di centrodestra mancano 56 seggi per raggiungere quota 316 che garantisce la maggioranza alla Camera. Salvini: "Compatti al Colle". Il Pd elegge 86 deputati nel proporzionale, tra i quali i ministri Franceschini e Minniti, oltre al presidente del partito Orfini. Tra i 14 di Leu ci sono Bersani e Boldrini. Al Senato 135 seggi al centrodestra, 112 all'M5S, 56 al Pd

Il M5s è il gruppo di gran lunga più numeroso in Parlamento. La coalizione di centrodestra ha la base più larga di parlamentari. Sono chiuse le operazioni di conteggio di voti e di distribuzione dei seggi della Camera e del Senato. Formalmente i dati non sono completi al cento per cento perché alcuni verbali – come segnala il ministero dell’Interno – sono stati inviati direttamente dai presidenti dei seggi alle corti di appello che poi provvederanno alla proclamazione degli eletti. Per questo mancano ancora all’appello i risultati di una ventina di sezioni e una decina che riguarda collegi uninominali. Per quanto riguarda la circoscrizione estero, il Viminale segnala come conteggiate 1.764 comunicazioni alla Camera e 1.791 al Senato su un totale di 1.858. Ma questo non cambia il quadro complessivo.

Alla Camera i Cinquestelle saranno 221, 133 eletti col proporzionale e 88 con l’uninominale. Il centrodestra può invece contare su 260 seggi, di cui 109 attribuiti con l’uninominale mentre nella quota proporzionale, 73 seggi sono ascritti alla Lega, 59 a Forza Italia, 19 a Fratelli d’Italia. Al centrosinistra vanno 112 seggi, di cui 2 a Svp, il resto al Pd: 24 relativi ai collegi uninominali e 86 alla quota proporzionale). A Liberi e Uguali vanno 14 seggi, tutti dal proporzionale.

Al Senato il centrodestra avrà 135 parlamentari, di cui 58 con l’uninominale mentre la quota proporzionale consegna 37 seggi alla Lega, 33 a Forza Italia, 7 a Fratelli d’Italia. A M5s vanno 112 seggi, di cui 44 assegnati con l’uninominale e 68 col proporzionale. Il centrosinistra totalizza 57 seggi: Svp ne prende uno, il Pd totalizza 56, di cui 13 all’uninominale e 43 al proporzionale. A Liberi e Uguali attribuiti 4 seggi.

CRONACA ORA PER ORA 

20.08 – Calenda: “Non mi candido alla segreteria Pd”
“Non conosco il partito, le persone che ci lavorano, la rete territoriale etc.. Candidarsi a qualcosa sarebbe davvero poco serio. E poi non voglio essere in nessun caso un ulteriore elemento di divisione o personalizzazione. Lavoriamo tutti insieme”. Così su twitter il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda rispondendo a chi si augura una sua candidatura alla segreteria Dem, dopo l’annuncio della sua iscrizione al partito.

19.10 – Berlusconi: “Reddito di cittadinanza? Elettori illusi”
“Purtroppo molti elettori hanno creduto a coloro che hanno promesso infondatamente il cosiddetto reddito di cittadinanza si accorgeranno presto di essersi illusi. E’ solo con una vera rivoluzione fiscale come la flat tax, sviluppando l’economia e con maggiori entrare per lo Stato si possono garantire nuove opportunità di lavoro ai giovani ed una vecchiaia dignitosa e serena a chi ha lavorato una vita”. Lo afferma Silvio Berlusconi in un videomessaggio.

19.08 – Scalfari: “Tra Salvini e Di Maio sceglierei Di Maio”
“Un tempo li consideravo uguali. Nel senso che non si votano. Perché erano al centro uno della chiusura e l’altro del populismo, il movimento grillino. Oggi tra Salvini, che è quello di prima, e Di Maio che sembra radicalmente cambiato, sceglierei Di Maio”. Così il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari in un’intervista a DiMartedì.  “Di Maio ha dimostrato – sostiene Scalfari – un’intelligenza politica notevole, perché di fatto il Movimento è diventato un partito. Lui addirittura ha steso la lista dei ministri e l’ha voluta portare al Quirinale”. “Facendo un’alleanza con il Pd – aggiunge – non è che ci sono due partiti, diventa un unico partito, Di Maio è il grande partito della sinistra moderna. Allora la faccenda cambia, se lui diventa la sinistra italiana voterò per questo partito”.

19.02 – Berlusconi: “Decide il Colle, confidiamo nella sua saggezza”
“Ora sta al Capo dello Stato di assumere una decisione. Noi contiamo sul suo equilibrio e sulla sua saggezza. Sono sicuro che grazie al centrodestra e al ruolo centrale di Forza Italia sapremo dare risposte positive e concrete alle emergenze del nostro paese”.

19.01 – Fratelli d’Italia, non eletta la leader dei risparmiatori di Arezzo
Fratelli d’Italia elegge quattro parlamentari in Toscana: i vincitori dei collegi uninominali Patrizio La Pietra (Senato, Prato-Pistoia) e Riccardo Zucconi (Camera, Lucca), mentre passano dai collegi plurinominali il senatore uscente Achille Totaro, che torna a Palazzo Madama, e il capogruppo in Consiglio regionale Giovanni Donzelli che è eletto alla Camera. Non ce la fa invece Letizia Giorgianni, presidente del Comitato vittime del Salva-banche. A Donzelli subentra in Consiglio regionale Paolo Marcheschi.

18.58 – Berlusconi: “Con me candidato, risultato diverso per Forza Italia”
“Insieme abbiamo contribuito alla costruzione della coalizione del centrodestra e alla sua vittoria quanto al risultato di Forza Italia sarebbe stato assai diverso se non mi avessero impedito di concorrere come candidato a pieno titolo”. Lo afferma Silvio Berlusconi in un messaggio.

18.35 – Piero De Luca: “Grazie Renzi, il Pd ha bisogno di lui”
“Doveroso da parte mia rivolgere un abbraccio al segretario Matteo Renzi che ha voluto fortemente la mia candidatura qui a Salerno e a Caserta”. A dirlo, questo pomeriggio, Piero De Luca – sconfitto nel collegio uninominale di Salerno ma entrato alla Camera in quota proporzionale come capolista del Pd a Caserta – nel corso di un incontro con la stampa. “Spero che continui a tenere la barra del partito ancora per un periodo importante, il Pd ha bisogno della sua guida”.

17.56 – Rutelli: “Chi ha vinto va messo alla prova”
“Coloro che hanno vinto le elezioni devono esser messi alla prova della corrispondenza tra ciò che hanno annunciato di voler fare in campagna elettorale e ciò che ora dovranno fare per il bene del Paese”. Lo ha affermato a Radio Vaticana Italia Francesco Rutelli.

17.35 – Friuli, segretaria regionale del Pd si dimette
“Ho deciso di dimettermi dalla carica di segretario regionale del Pd”. Lo ha annunciato Antonella Grim durante una conferenza stampa, convocata questo pomeriggioa Trieste. “Ritengo corretto farmi carico personalmente di un segnale di responsabilità rispetto quanto accaduto”. Quelle della segretaria regionale fanno seguito alle dimissioni di Serracchiani dalla segreteria nazionale.

17.26 – Zagrebelsky: “E’ una ribellione contro il sistema politico”
“E’ una ribellione nei confronti di un sistema politico che è percepito da larga parte degli elettori come un sistema oligarchico. È stato un colpo contro le oligarchie, dopo si ricomincerà a ricostruire. Io non prevedo cose catastrofiche, i mercati sono tranquilli e ho l’impressione che ne verremo fuori”. Lo sostiene il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky commentando l’esito del voto a margine di un incontro al Teatro alla Scala dedicato ai 70 anni della Costituzione.

17.12 – Caiata: “Io espulso dal M5s? Non rinuncio all’elezione”
“Io espulso da M5S? Per ora è stato avviato un procedimento di espulsione. Io però non rinuncio alla mia elezione, perché dovrei? Ho fiducia affinché la cosa si possa ricomporre velocemente in modo che possa tornare all’interno del Movimento”. Così Salvatore Caiata, presidente del Potenza Calcio e neo eletto nel M5S, a Un Giorno da Pecora.

17.11 – Sandro Mazzola: “Salvini? Mi piace, l’ho votato”
“Salvini? Mi piace, l’ho votato, sono un suo sostenitore convinto, sono contento che abbia superato Berlusconi, che rappresenta il Milan….”. A dirlo è Sandro Mazzola, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora.

16.57 – F. Boccia (Pd): “Valutare l’appoggio esterno al M5s”
“Se dopo le consultazioni, alla Camera arriva Salvini mi pare naturale dire di no. Se arriva Di Maio mi sembra naturale valutare l’appoggio esterno”. Lo dice Francesco Boccia (Pd), presidente uscente della commissione Bilancio della Camera, conversando con i giornalisti ricordando che “appoggio esterno, vedremo a quale governo, significa andare all’ opposizione”.

16.39 – Martina: “Analisi profonda, governare tocca ad altri”
la sconfitta “è inequivocabile e impone un’analisi profonda”. Gli elettori “ci hanno dato un segnale inequivocabile e dopo cinque anni di governo, oggi, tocca ad altri l’onore e l’onore di guidare l’Italia. Bisogna che la nostra discussione sia all’altezza del problema e non degeneri in sterili polemiche inconcludenti”. Lo dice il vicesegretario del Pd Maurizio Martina.

15.42 – Orfini: “Tra noi c’è chi non si rassegna all’opposizione”
“Davvero oggi vorrei fossimo seri e sinceri ed evitassimo di nascondere quello che è il punto vero del dibattito scatenato ieri. Non le dimissioni di Renzi, che ci sono. Ma cosa deve fare il Pd. C’è un pezzo del gruppo dirigente del nostro partito che non si rassegna a stare laddove deciso dagli elettori, e cioè all’opposizione”,  lo scrive su Facebook il presidente del partito Matteo Orfini, pochi minuti dopo il post di Dario Franceschini. “Se un pezzo del nostro gruppo dirigente uscisse dalle sale dei convegni, dai ministeri e dai salotti bene e venisse a farsi una passeggiata nelle periferie, scoprirebbe che immaginare di sostenere chi in questi anni ha soffiato sul fuoco della rabbia sociale con parole di odio non ha nulla di ‘responsabile’. Significa solo rinunciare a combattere. E finire per legittimare il populismo più becero e violento. Oggi abbiamo il compito contrario: tornare a immergerci nel paese, nelle sue contraddizioni e paure per ricostruire con pazienza e umiltà, senza cercare scorciatoie”.

15.32 – Franceschini: “Mai pensato a governo con le destre o M5s”
“Non ho mai pensato sia possibile fare un governo con M5s e tantomeno con la destra. Sufficientemente chiaro? Non trovo nemmeno traccia nel Pd di qualcuno che abbia in mente di farlo, quindi sono inutili polemiche o velenosi depistaggi mediatici”, scrive su Facebook il ministro Dario Franceschini rispondendo a un retroscena di Repubblica che vorrebbe Renzi convinto di una trattativa in corso tra l’ex reggente del partito e i 5 Stelle. “Abbiamo perso le elezioni e quindi l’unica strada giusta e possibile è andare all’opposizione. Nel Pd siamo e saremo tutti d’accordo su questo. Ma dovremo ragionare di errori compiuti e delle strade” per “rifondare Pd e nostro campo”, ha concluso invitando tutto il partito a dare una mano al vice-segretario Martina. 

15.06 – Salvini: “Compatti al Colle”
Nel giorno in cui si definiscono i collegi, Matteo Salvini si dice certo che il centrodestra “salirà compatto al Colle” e afferma di non voler entrare “nelle prerogative del capo dello Stato, che è uomo in grado di rispettare la volontà elettorale e chi ha capacità di governare e chi no”. “C’è un parlamento, c’è un candidato premier, il sottoscritto, e c’è un programma che porterà l’Italia fuori dalle sabbie mobili – dice il leader della Lega – Chi vuole sostenere questo programma lo accettiamo. Ma non faremo accordi partitici”.

14.56 – Zingaretti: “Serve rigenerazione del centrosinistra”
“Io ho detto che il risultato elettorale non ci riconsegna solo un problema del Pd, ma è un problema enorme e serve una rigenerazione del centrosinistra nel rapporto con la società, così non si va lontano. Noi abbiamo dimostrato nel Lazio che si può fare, si può essere diversi ma uniti e avere una leadership forte sul pluralismo”, dice il conferenza stampa Nicola Zingaretti, fresco di riconferma alla guida della Regione Lazio.

14.51 – Emiliano: “Evitare saldatura M5s-destre”
“C’è bisogno di evitare la saldatura di questo popolo sofferente, rappresentato dagli 11 milioni di voti del Movimento Cinquestelle, con le destre, con l’astensionismo, e con la perdita di speranza. Il Pd ha questo compito storico”, dice il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano, ribadendo la sua proposta, lanciata già in campagna elettorale, di sostenere un governo dei Cinquestelle. Una dichiarazione che arriva a pochi minuti dalla richiesta di Renzi di esplicitare chiaramente chi vuole sostenere un esecutivo guidato da Di Maio. “Non sempre è facile recitare un ruolo positivo dopo avere più che dimezzato i propri voti, dal 40% al 18% – ha sottolineato – ma è un compito storico che dobbiamo in qualche maniera assumere”. “D’altra parte – ha aggiunto – noi avevamo chiesto a parti invertite la stessa cosa al Movimento Cinquestelle. Mi riferisco alla richiesta di appoggio da parte di Bersani. Se gliel’avevamo chiesta vuol dire che la ritenevamo una cosa possibile”. “Quindi adesso, a parti invertite – ha evidenziato – possiamo fare la stessa cosa. I numeri ci sono e sopratutto c’è una coincidenza programmatica rilevante”. Il governatore invoca anche un dialogo con Grasso e “con tutti quei soggetti che in qualche maniera hanno capito che la scissione dal Partito democratico non ha portato alcun risultato positivo”. Così, afferma, si può “ricostruire il centrosinistra”.

14:22 – Emiliano: “Bestialità sostituire Renzi con Calenda” 
Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, “pensare di sostituire Renzi con Calenda è una bestialità”. Il Partito democratico “ha dovuto candidare il suo ministro per il Mezzogiorno a Sassuolo, e neanche è stato eletto – ha detto Emiliano – e oggi, inopinatamente, vede presentarsi alla ipotesi della iscrizione al Pd il ministro del disastro economico del Mezzogiorno, il ministro del disastro dell’Ilva, dell’Alitalia, della Tap, che pensa di essere il salvatore della patria, è evidente che non è la direzione giusta”.

14:01 – Giannini conferma: “Renzi mi ha detto che andrà a sciare” 
“A proposito della precisazione del portavoce del segretario del Pd Marco Agnoletti, vorrei a mia volta precisare che nella mia trasmissione ‘Circo Massimo’ su Radio Capital non ho mai affermato che Renzi sarebbe andato ‘in settimana bianca’. Ho riferito solo quello che il segretario mi aveva appena detto al telefono, e cioè, testualmente: ‘Le mie dimissioni sono vere, e non mi interessa nemmeno andare in delegazione al Quirinale per le consultazioni: deciderà la direzione del Pd, io vado a sciare…’. Seguivano altre considerazioni, sul partito e su chi vuol fare o sta già facendo accordi con i Cinque Stelle, che mi sono impegnato a non riferire. Questo è tutto”. Lo puntualizza Massimo Giannini.

13:52 – “Sostegno a Cinque stelle e destre tragico errore. Se qualcuno lo vuole lo dica in direzione”
“Nei prossimi anni il Pd dovrà stare all’opposizione degli estremisti” e “sostenere le destre o il Cinque Stelle personalmente penso che sarebbe un clamoroso e tragico errore”, scrive Renzi. “Ci hanno insultato per anni e rappresentano l’opposto dei nostri valori. Sono anti europeisti, anti politici, hanno usato un linguaggio di odio”. “Per me il Pd deve stare all’opposizione. Se qualcuno del nostro partito la pensa diversamente, lo dica in direzione lunedì prossimo o nei gruppi parlamentari. Senza astio, senza insulti, senza polemiche: chi vuole portare il Pd a sostenere le destre o il Cinque Stelle lo dica”.

13:30 – Renzi: “Falsa mia settimana bianca. Stupisce che certe cose diventino apertura di siti”
“Qualcuno dice che le dimissioni sarebbero una finta, qualcuno che starei per andare in settimana bianca. Le dimissioni sono vere, la notizia falsa.
Mi stupisce che certe cose diventino l’apertura dei siti, emozionino le redazioni, intrighino i giornali”. Lo scrive Matteo Renzi su facebook. Massimo Giannini, editorialista di Repubblica e conduttore di Circo Massimo su Radio Capital, ha fatto sapere di avere la registrazione.

13:08 – Portavoce Renzi: “Falso che vada in settimana bianca”
La delegazione che andrà al Quirinale sarà decisa dalla direzione nazionale del Pd. Vorremmo infine tranquillizzare tutti i polemisti di queste ore che stanno discutendo una notizia falsa, sulla presunta settimana bianca di Renzi: una notizia che semplicemente non corrisponde al vero”. Lo dice Marco Agnoletti, portavoce di Matteo Renzi.

12:45 – Si dimette anche la segretaria del Pd campano Tartaglione
La segretaria del Pd regionale della Campania, Assunta Tartaglione, ha presentato le dimissioni nel corso della segreteria regionale che si sta svolgendo a Napoli. La riunione è tuttora in corso. La Tartaglione, parlamentare uscente, non è stata rieletta.

12:42 – Cecconi: “Pronto a votare con loro”
“Non mi aspettavo un simile risultato. Non pensavo di essere eletto all’uninominale”. Lo dice Andrea Cecconi, il deputato uscente di M5s, coinvolto nella vicenda dei rimborsi del M5s e vincente nel collegio contro il ministro dell’Interno Marco Minniti. “Manterrò la mia parola” annuncia al Resto del Carlino, cioè “un atto formale” per dare le dimissioni dopo la proclamazione degli eletti. Consapevole di avere danneggiato il Movimento “in un momento politico decisivo”, mette le sue dimissioni a disposizione di Di Maio. “Non potrò iscrivermi al gruppo M5s, sono sottoposto a procedura dei probiviri. Mi iscriverò al gruppo misto. Ma la mia elezione è del Movimento, se serve un parlamentare in più sono qui. L’alternativa è tornare a votare”.

12:38 – Chiusi i conteggi
Il Viminale ha chiuso le operazioni relative al conteggio dei dati affluiti relativi alle elezioni. Ma alcuni dati sono da considerare ancora provvisori, tenendo conto che alcuni verbali risultano essere stati inviati direttamente alle corti di appello che, come previsto dalla legge, provvederanno alla proclamazione degli eletti. Risultano assegnati 607 seggi alla Camera e 308 al Senato.

12:29 – Boldrini: “Risultato Leu deludente”
“Torno alla Camera come deputata di Libere e Uguali”. Lo scrive la presidente della Camera Laura Boldrini in un post su facebook, dopo essere stata ripescata grazie al paracadute proporzionale. “È vero, è una formazione politica che ha solo tre mesi, non potevamo aspettarci grandi risultati in così poco tempo. Ma se vogliamo pensare di costruire una forza progressista, inclusiva e innovativa, dovremo discutere a fondo sulle ragioni di quella che, indiscutibilmente, è stata una sconfitta. Lo faremo”.

12:17 – Boccia (Confindustria): “5 Stelle sono un partito democratico, non fanno paura”
“I 5 Stelle? Sono un partito democratico e non fanno paura”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine di un evento di Sistema moda Italia a Milano. “Adesso valutiamo i provvedimenti”, ha aggiunto Boccia, spiegando che “l’importante è che il Paese si assicuri un governo e non si tocchino provvedimenti che hanno dato effetti sull’economia reale”. Il reddito di cittadinanza? “Bisogna vedere cosa hanno veramente in mente di fare”, in particolare si deve capire “quanto è la quota in termini di costo per lo Stato, e quindi quanto incide dal punto di vista di deficit e debito pubblico”.

12:17 – Rossi (Leu): “Suicida il sostegno a governo 5 stelle”
“Non mi rassegno all’idea che la sinistra debba sparire dalla politica nel nostro Paese. Noi dobbiamo fare opposizione e stare nelle lotte sociali per costruire il Partito del Lavoro. Trovo sbagliato e anzi suicida pensare a sostegni o supporti per il M5stelle”. Lo afferma, in un lungo post su facebook, il presidente della Regione Toscana ed esponente di Liberi e Uguali, Enrico Rossi. “Nel 2013 la Lega aveva il 4 per cento dei voti ma Salvini, le cui idee giudico aberranti, stando per cinque anni all’opposizione e costruendo il partito, ha più che quadruplicato i voti e oggi legittimamente chiede di essere incaricato. Allo stesso modo noi, coerenti con le nostre idee e le nostre convinzioni, dobbiamo impegnarci a fare il Partito del Lavoro”.

12:12 – Bonino: “Sostegno a governo M5s? Non vedo su cosa dovremmo costruire”
“Credo innanzitutto, senza voler interferire nelle decisioni che prenderà Mattarella, che chi ha vinto deve ancora assumersi delle responsabilità altrimenti il gioco democratico non funziona. Seguiremo con attenzione quanto avviene e il dialogo è sempre possibile, si parla con tutti, ma il sostegno è un’altra cosa e non vedo su cosa dovremmo costruire chissà che. Non li ritengo indegni ma dico che le posizioni siano completamente diverse”. Lo dice Emma Bonino nel corso di una conferenza risponde a chi gli chiede se +Europa sia disponibile ad aprire al M5S.

12:11 – A 36 ore dall’inizio dello scrutino mancano 53 sezioni
A oltre 36 ore dall’inizio dello scrutinio, stando al sito del Viminale, manca ancora il risultato di 53 sezioni, 27 per la Camera, e 16 collegi uninominali (10 alla Camera e 6 al Senato). Indietro anche lo scrutinio del voto all’estero, iniziato contestualmente a quello nazionale: mancano all’appello i risultati di 171 “comunicazioni” tra Camera (103) e Senato (68).

11:47 – Centinaio: “Governo M5s-Pd via più naturale”
“C’è il rischio di finire all’opposizione semplicemente perché, oggi come oggi, forse diventa più naturale per il Movimento Cinque Stelle, per il Partito Democratico e per Leu provare a chiedere a Mattarella di avere i numeri per poter fare il governo.” a dirlo ai microfoni di 24Mattino su Radio 24 è Gian Marco Centinaio (Lega), intervistato da Luca Telese e Oscar Giannino. “È più naturale per il semplice motivo che effettivamente i voti arrivano tutti da quella parte”, ha spiegato Centinaio. “Sì, è vero”, ha ammesso Centinaio alla domanda sulla vicinanza di programmi tra Lega e Cinque Stelle. “L’unica cosa. poi, bisogna capire qual è il progetto di Matteo Salvini e capire qual è il progetto di Di Maio”.

11:40 – Serracchiani lascia segreteria nazionale Pd
“Alla luce del risultato delle elezioni, per senso di responsabilità nei confronti di tutta la comunità del partito, ho preso la decisione di dimettermi dalla Segreteria nazionale del Pd”. Lo ha fatto sapere Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia. “Oggi stesso farò pervenire al segretario nazionale la lettera formale con cui comunico un atto che reputo doveroso e improrogabile”.

11:38 – Il segretario umbro del Pd si dimette: “Umbria blu colpo al cuore”
Il segretario umbro del Pd Giacomo Leonelli si è dimesso dal suo incarico. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa dopo il risultato delle elezioni politiche nelle quali il partito è stato sconfitto in tutti i collegi uninominali di Camera, per la quale lui stesso era candidato a Perugia, e Senato. “Mi dimetto – ha detto – per tre motivi. Per dare un segnale a militanti e simpatizzanti perché vedere l’Umbria blu per loro è un colpo al cuore. Lo faccio poi per fare una valutazione franca senza retro pensieri e tatticismi ma anche per fare un ragionamento sull’Umbria visto che ci sono scadenze importanti per Comune e Regione”.

11:13 – Tre leghisti campani in Parlamento
Per la prima volta la Campania elegge due deputati e un senatore della Lega, che proprio della trasformazione in partito “nazionale” ha fatto un suo cavallo di battaglia. I tre parlamentari sono tutti eletti in collegi plurinominali. Sono eletti alla Camera Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa, mentre al Senato viene eletto Claudio Barbaro.

10:53 – Maroni: “Poteva farsi rimpiangere, si farà solo compatire”
“Poteva farsi rimpiangere, si farà solo compatire”: il governatore uscente della Lombardia, Roberto Maroni, ha commentato con queste parole sui social la ‘uscita di scena’ del segretario Pd Matteo Renzi. “Che brutto uscire di scena così, da perdente – ha aggiunto – . Non se lo meritava Matteo Renzi, ma non ha saputo cogliere l’attimo”.

10:51 – Renzi: “Al Quirinale non vado. Sarò a sciare”
Lo ha detto il segretario dimissionario del Pd Matteo Renzi a Massimo Giannini, che lo ha rivelato a Circo Massimo su Radio Capital. Renzi ha aggiunto che non intende far parte della delegazione Dem che salirà al Quirinale per le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

10:51 – Grazie al listino bloccato entrano Piero De Luca e Paolo Siani
Entreranno per la prima volta a Montecitorio alla grazie al listino bloccato Piero De Luca e Paolo Siani, candidati del Partito democratico in Campania entrambi sconfitti nei rispettivi collegi uninominali di Salerno e Napoli-San Carlo all’Arena. Per entrambi infatti il seggio scatta al collegio plurinominale: Piero De Luca era capolista nel collegio corrispondente alla provincia di Caserta, Paolo Siani nel collegio corrispondente alla provincia di Napoli.

10:39 – M5s in Sicilia: liste troppo “corte” rispetto ai seggi da riempire
La valanga di voti per il Movimento in Sicilia crea una problema da risolvere nell’attribuzione dei seggi. Oltre ai 28 eletti all’uninominale l’M5S piazza 25 parlamentari, tra Camera e Palazzo Madama, nella quota proporzionale. Ma la vittoria è tanto larga da creare un problema nei subentri, visto che alcuni dei 5stelle eletti nella quota proporzionale hanno ottenuto il seggio anche all’uninominale. E la lista – che per legge non poteva superare 4 nomi – è troppo breve rispetto ai seggi realmente ottenuti dai grillini. Secondo i giuristi a questo punto si andrebbe a cercare in altri collegi. I nodi da sciogliere sono ad esempio nel collegio proporzionale di Messina ed Enna dove Alessio Villarosa e Francesco D’Uva hanno vinto le rispettive sfide dell’uninominale, e dunque opteranno ovviamente per quel seggio. Alle loro spalle, però, c’è un solo nome, quello di Antonella Papiro.

10:13 – Seggi proporzionali in Sicilia: 8 senatori a M5s, 3 a FI, 2 al Pd 
Otto senatori al Movimento 5 stelle, tre a Forza Italia, due al Partito democratico e uno ciascuno alla Lega, a Liberi e uguali e a Diventerà bellissima. E’ l’attribuzione dei seggi del Senato in Sicilia con il proporzionale. Tra gli eletti il presidente del Senato e leader di Leu, Pietro Grasso, l’ex presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani per Fi, assieme alle colleghe di partito Gabriella Giammanco e Urania Giulia Rosina Papatheu. Completano il quadro dei senatori del centrodestra l’avvocato Giulia Bongiorno per la Lega e l’ex sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli presente nelle liste di Fdi per Diventerà Bellissima. Due i senatori del Pd: il sottosegretario Davide Faraone e l’ex deputata regionale Valeria Sudano.

10:05 – Chiamparino: “Candidarmi a segretario? Perchè no?”
“Candidarmi a segretario? Perché no? Io una mano la posso dare”. Così Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte, a Radio anch’io (Rai Radio1). “Io spero che Renzi voglia gestire questa situazione in maniera collegiale. Magari anche congelando le sue dimissioni. Dobbiamo decidere insieme che posizione prendere. Non ci dobbiamo sottrarre dalle responsabilità ma non dobbiamo neanche andare a togliere le castagne dal fuoco agli altri. Sono i vincitori che devono fare una proposta. Poi valuteremo”. Infine sulle decisioni sul futuro del partito: “Io credo sia giusto far pronunciare la base”.

10:01 – Ghisleri: “Salvini ha vinto con i voti di Berlusconi, M5s con quelli di Renzi”
“A livello nazionale alla Camera i voti si sono mossi a blocchi. Nel centrodestra c’è stato un travaso di quasi tre milioni di voti – un po’ meno, due milioni e 700mila – da Forza Italia verso la Lega che hanno rimpinguato rispetto alle politiche del 2013, dove la Lega aveva fatto un milione e quattrocentomila voti, fino ad arrivare quasi a toccare i sei milioni insieme ai voti centristi”. È l’analisi dei voti della sondaggista Alessandra Ghisleri (Euromedia Research) ai microfoni di 24Mattino su Radio 24. “Dall’altro lato, il blocco del centrosinistra se si vanno a vedere la somma dei voti – per punire Renzi che ha votato Bonino – più di un milione e mezzo di voti sono andati in blocco verso i Cinque Stelle. Nel 2013 avevano preso 8milioni e 700mila voti, oggi prendono quasi undici milioni di voti”.

9:35 – Gentiloni, Martina e Richetti ringraziano il ministro
“La scelta giusta, grazie Carlo Calenda”, ha scritto su Twitter il vice-segretario del partito, Maurizio Martina, uno degli uomini più vicini a Matteo Renzi. Stesso tono usato da Matteo Richetti, altro renziano di ferro. Ringrazia anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sempre tramite i social.

9:10 – Calenda: “Mi iscrivo al Pd, va risollevato”
“Non bisogna fare un altro partito ma lavorare per risollevare quello che c’è. Domani mi vado ad iscrivere al Pd”. Così su twitter il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, rispondendo a chi gli chiedeva di iscriversi alla svelta a un partito, o, meglio ancora, di fondarne un altro.