Cronaca

Palermo, due fermi per l’aggressione al responsabile di Forza Nuova: sono accusati di tentato omicidio

Nel corso della notte, gli agenti della Digos hanno perquisito le abitazioni  "di alcuni soggetti legati ad ambienti dell’antagonismo” e lo studentato “Malarazza” della centralissima via Cavour. Quattro le persone indagate per l'aggressione mentre si cercano altri due componenti del commando

Due persone fermate e quattro indagate con l’accusa di tentato omicidio. A Palermo gli investigatori della polizia imprimono una svolta alle indagini sulll’aggressione del leader di Forza Nuova Massimo Ursino. “Le meticolose ed articolate indagini, nell’immediatezza dei fatti avviate dalla Polizia di Stato, hanno consentito di ricostruire le fasi dell’aggressione e di individuarne gli autori”, dicono dalla questura. Nel corso della notte, gli agenti della Digos hanno perquisito le abitazioni  “di alcuni soggetti legati ad ambienti dell’antagonismo” e lo studentato “Malarazza” della centralissima via Cavour.

Gli inquirenti hanno trovato e sequestrato numerosi “oggetti di interesse investigativo, quali indumenti e mazze“. “Determinanti, per la ricostruzione investigativa e per il buon esito delle indagini, le dichiarazioni testimoniali acquisite sul luogo dell’aggressione e la visione delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza della zona, nonché la profonda conoscenza degli ambienti d’area cittadini da parte della Digos” dicono gli investigatori. L’autorità giudiziaria ha quindi emesso un provvedimento di fermo con l’accusa di tentato omicidio, nei confronti di Giovanni Marco Codraro, 26 anni, e di Carlo Mancuso di 28 anni: emtrambi avrebbero alcuni precedenti di polizia. Denunciati, sempre per tentato omicidio, altri quattro giovani palermitani. Le indagini, a quanto si apprende, proseguono per indentificare “gli ultimi due componenti del commando”.

Nel tardo pomeriggio di martedì 20 febbraio Ursino è stato bloccato, legato mani e piedi e pestato a sangue nella centralissima via Dante, all’incrocio con piazza Lolli. Gli autori dell’agguato lo hanno fermato con il volto coperto da sciarpe. A poche ore dal pestaggio, il raid è stato rivendicato con un comunicato inviato via mail a diversi organi di informazione locale. “A pochi giorni dall’arrivo in città di Roberto Fiore, atteso in città per un comizio in conclusione della campagna elettorale – si legge nella email – Massimo Ursino, uomo di spicco e dirigente nazionale del partito Forza Nuova, è stato colpito in modo esemplare mentre passeggiava per le vie del centro. È stato bloccato, immobilizzato e legato con del nastro adesivo, poi lasciato a terra senza possibilità di fuggire”. Su youtube era stato diffuso un video con alcuni attimi del pestaggio, in cui si sente la ragazza che cerca di tranquillizzare i passanti terrorizzati: “Tranquilli, è solo una scherzo”.

Un episodio che ha surriscaldato il clima in città, già molto teso per l’arrivo di Fiore, che dovrebbe tenere un comizio nel capoluogo siciliano sabato prossimo. Il condizionale, infatti, è d’obblico. Alcune associazioni avevano già chiesto alla prefettura e al Comune di negare gli spazi pubblici per la manifestazione. Il partito di estrema destra in giornata aveva denunciato che lunedì sera “sotto casa di uno dei militanti e candidati alle politiche di Forza Nuova, ha stazionato per ore un gruppo di dieci persone armate il cui atteggiamento non ha mancato di richiamare l’attenzione preoccupata del quartiere”.

L’8 febbraio aveva suscitato forti polemiche la decisione di Forza Nuova di inaugurare le ronde sui bus della linea 101. Un’iniziativa stigmatizzata dalla stessa Amat: “Un fatto gravissimo, a mio avviso, queste persone non meritano alcuna visibilità – aveva detto il presidente della società di trasporti pubblici, Antonio Gristina – Non c’è stata alcuna intesa con Forza Nuova. L’unico aiuto che ci aspettiamo è quello dell’intera collettività senza senso di appartenenza alcuno”.