Palazzi & Potere

Firenze, Renzi sul pass auto per Agnese: “Fake news, querelo”. Ma non spiega come è riuscito ad avere quel permesso

Il segretario del Partito democratico ha annunciato denunce per siti e giornali che hanno scritto la storia del contrassegno auto in dotazione al suv della moglie. Ma ha evitato accuratamente di raccontare per quali motivo sia in possesso di un privilegio simile, che è il vero punto della questione

La vicenda del superpass auto con cui Agnese Landini può circolare e parcheggiare gratis (ovunque) a Firenze è entrata in campagna elettorale. Merito del marito, che sulla sua bacheca Facebook ha pubblicato un post, minacciando querele a siti e giornali che hanno pubblicato la notizia. Nella fattispecie, il segretario del Partito democratico si è concentrato sul dettaglio ma non ha affrontato la questione principale. Prima ha attaccato i due esponenti di Fdi che hanno reso nota la questione (e che oggi hanno rilanciato, sottolineando che l’ex premier non ha spiegato il perché di quel permesso), poi bollato come fake news la foto che ritrae l’auto intestata alla moglie mentre circola sul Lungarno (il passaggio integrale si può leggere nel post originale qui sotto). Infine ha raccontato di come “per stare a Firenze” abbia dovuto “affittare un posto auto in un garage”, altro che “parcheggi gratis”. Prima di ripetere i messaggi sull’odio pre-elettorale, il segretario del Pd ha cambiato bersaglio, passando alle minacce: “I giornali e i siti che hanno scritto il contrario potranno devolvere il risarcimento danni all’Ospedale Pediatrico di Firenze, il Meyer“. Ilfattoquotidiano.it non potrà devolvere nulla: che l’auto intestata ad Agnese Renzi possa circolare e parcheggiare ovunque è scritto nero su bianco su un documento ufficiale della società Sas, che che ha concesso il super permesso auto “su richiesta della segreteria del sindaco“. Punto. Che poi Matteo Renzi abbia preso in locazione un posto auto nel centro città, cambia niente: il contrassegno c’era, c’è e rimarrà valido fino al 2021. Per gentile concessione di chi si è seduto dopo di lui sulla poltrona più importante di Palazzo Vecchio. La stessa persona che per spiegare l’origine del privilegio ha tirato in ballo il prefetto, ricevendo in cambio una smentita.