Cucina

Metti un giapponese ai fornelli a cucinare i piatti della tradizione romana e…

Prendi un cuoco giapponese trapiantato a Roma, mandalo a negli Emirati Arabi insieme ad una decina di cuochi provenienti da tutto il mondo e fagli preparare una ricetta tipica della tradizione gastronomica romana e…

Sembra l’incipit di una barzelletta degli anni 80 ma, in realtà, è la storia vera di Kotaro Noda, giovane cuoco giapponese che, cucinando il piatto tipicamente romanesco Spaghetti (di patate) con Burro e Alici, si è aggiudicato il titolo di Migliore Chef al Taste the World di Abu Dhabi, riuscendo a superare dopo tre giorni di sfide ai fornelli, altri 11 chef (quasi tutti stellati Michelin!) provenienti dalle capitali di tutto il mondo come Londra, Hong Kong, Sidney, Amsterdam, Mosca, Toronto, Parigi, Melbourne, Milano e Dubai.

Lo chef, negli Emirati Arabi ci è arrivato dalla porta principale dopo aver vinto il Taste of Roma (una sorta di tappa eliminatoria) e ha portato con se il meglio del Made in Italy gastronomico come la Colatura di Alici di Cetara con cui prepara il suo “piatto stella” della tradizione romana, modificato usando degli originalissimi spaghetti fatti di patate, e quindi anche per celiaci.

Kotaro Noda è appassionato della cucina italiana e da diversi anni vive e lavora (egregiamente) a Roma, raccogliendo consensi e soddisfazioni, soprattutto, cucinando i piatti della tradizione romana come gli Spaghetti alla Carbonara, la Cacio e Pepe o la Amatriciana che, insieme ad altre delizie (vedi gli Spaghetti Burro e Alici di cui sopra) gli sono valsi una Stella Michelin al ristorante Bistrot 64 di Roma.

Una passione, quella del giapponese con studi di marketing, nata a Kobe (famosa per la sua carne di manzo tenerissima) nel ristorante del maestro della cucina italiana Gualtiero Marchesi, consolidata al Noma di Copenaghen (miglior ristorante al mondo per diversi anni) e proseguita, in Italia, con lo chef stellato Enrico Crippa e nel ristorante tre Stelle Michelin Enoteca Pinchiorri a Firenze, per continuare, poi, tutto solo, all’Enoteca La Torre di Viterbo (dove guadagna una stella) e al Magnolia di Roma (due forchette del Gambero Rosso).

Nei suoi piatti si riconosce la tradizione della cucina italiana ed i sapori di una volta ma, a guardarli bene, c’è sempre quel tocco in più che fa la differenza, le tecniche innovative della cucina internazionale, la naturale manualità e quella grazia (tutta giapponese) nel trattare tutti gli ingredienti con rispetto e leggerezza: un attitudine innata che gli permette di cucinare uno degli Spaghetti alla Carbonara più buoni della Capitale, dove il Guanciale e l’uovo si dissolvono con il Pecorino Romano in una crema soffice e gustosa.

Kotaro Noda, a tavola con i clienti, come ai fornelli, sorride sempre e, ora che è diventato papà, sorride anche di più e queste allegria e leggerezza riesce a trasferirle nelle sue ricette. Un archetipo di cuoco simpatico, diverso dalle urlanti star dei reality in tv, sempre pacato e rispettoso, mai sopra le righe e, questo, è sicuramente l’ingrediente migliore.