Cronaca

Napoli, il salumiere anti-clan abbassa la saracinesca. La sua colpa? Un’intervista

E’ vero il tabloid inglese The Sun ha fatto marcia indietro, Napoli non figura più tra le dieci città più pericolose al mondo. L’ingiusto articolo ha diffamato la nostra città. Non è una novità. Il vento di popolo impetuoso ha soffiato spazzando via mestatori, doppiogiochisti e complottisti. Senza se e senza ma è stato riscattato l’onore, la dignità e la storia della metropoli all’ombra del Vesuvio. ‘Mamma Napoli’ è salva ma continua ad essere gravemente ammalata. Nessuno ci fa più caso.

Tra poche ore il salumiere Ciro Scarciello abbasserà dopo 40 anni di attività la saracinesca del suo negozio alla Maddalena, zona a ridosso della Stazione Centrale di Napoli. La sua colpa? Aver rilasciato un’intervista alla trasmissione Chi l’ha visto, all’indomani di una sparatoria. I killer ferirono tre ambulanti senegalesi a colpi di pistola perché si rifiutarono di pagare il pizzo. Nel raid rimase ferita alla caviglia una bimba di 10 anni da una pallottola vagante. Ciro Scarciello con coraggio e forza raccontò senza risparmiarsi ciò che nessuno voleva e vuole dire. Un caso clamoroso. Nessuno prima di lui aveva parlato e raccontato i fatti nella loro crudezza ed evidenza agghiacciante.

Nella zona che ha come epicentro il Rione Forcella, le camorre controllano tutto. Il sistema di potere criminale è asfissiante, endemico, impastato con i sampietrini, con i muri. Lo respiri nell’aria, ti entra nelle vene. E’ fuliggine infernale da cui non puoi sfuggire. Certo ci sono le storie in discontinuità, i tanti che si rimboccano le maniche, che combattono, che denunciano ma restano soli. Alla fine si è costretti a tagliare la corda e fuggire. E’ il destino implacabile che stringe la gola da sei mesi Ciro Scarciello che in questa traversata nel deserto si è visto accanto solo l’imprenditore coraggio Luigi Leonardi, sotto scorta, che a colpi di video, post e iniziative ha tentato di portare clienti nella salumeria della Maddalena.

Un modo per riconnettere pezzi di città, coinvolgere strati di popolazione e creare dal basso un abbraccio solidale e protettivo così da consentire a Ciro di proseguire la sua attività. Sì, perché dopo quell’intervista Ciro è stato abbandonato, evitato, espulso dal mercato. Anche un buongiorno e un buonasera può diventare sinonimo di uno sgarro. Occorre stare sempre dalla stessa parte. Non è epoca di eroi. I residenti e tra loro molti clienti storici di Ciro alla fine hanno cambiato salumiere. Girato le spalle per quieto vivere.

Le vedette appostate fuori la bottega controllavano, guardavano, spiavano per capire. Si chiama intimidazione, condizionamento. Insomma, varcare la soglia di quel negozio significava schierarsi, non stare più tranquilli, non dormire la notte. Lì i clan o i gruppi in evoluzione criminale dettano legge. Controllano millimetricamente il territorio, non c’è scampo. E’ una battaglia persa. E’ stato un pazzo Ciro a metterci la faccia e denunciare ciò che tutti sanno e vivono e accettano passivamente giustificandosi con ‘è cosa ‘e niente’, ‘è roba e miez a via’.

Stesso infausto destino è toccato a Salvatore Castelluccio, parrucchiere in Largo Ecce Homo situato tra Forcella e i Decumani, vittima del racket, che non lavora più da quando ha denunciato i ‘signori’ del pizzo appartenenti a vari clan e fatti arrestare e condannare. Ora è sotto scorta. I clienti sono in fuga. E lui è in bolletta con le banche che gli corrono dietro. “Sono stato usato nella polemica tra lo scrittore Roberto Saviano e il sindaco Luigi de Magistris, poi più nulla: questo quartiere è nel degrado, tra poco arriverà anche la droga, e non è cambiato niente. Adesso ho deciso vado via senza rimpianti”. Le parole di Ciro Scarciello sollecitate da Luigi Leonardi in un post video non suonano come un atto d’accusa ma è la distanza che passa tra una persona perbene e il vuoto pneumatico istituzionale e di un popolo ipocrita e cialtrone che combatte solo perché il giornale The Sun inserisce Napoli tra le prime dieci città più pericolose.


Certo a parte i selfie, le promesse a vuoto a perdere e la mobilitazione via tastiera c’è ben poco da stare allegri. Resta lo sgomento di una mancata risposta preventiva e di contrasto ‘normale’ da parte della Prefettura e delle forze dell’ordine in quel quartiere e non solo. Non si comprende perchè non si faccia terra bruciata tra la Duschesca, il Rione Forcella e la zona del Borgo di Sant’Antonio Abate e nel resto della città. Non si capisce perché alla risposta repressiva e del carcere non corrisponda una forte azione governativa per contrastare la marginalità a Napoli. Si continua ad affidare e subappaltare la gestione della disperazione alla camorra che cosi rimpingua gli eserciti e costruisce consenso sociale. E’ la cultura camorrista che al di là dei successi della magistratura e dei colpi inferti dalle forze dell’ordine sopravvive e diventa dominante e contagiosa. Il Re è nudo e nessuno lo ammette. Ecco The Sun avrà sbagliato anche classifica ma ‘Mamma Napoli’ è morente, chi guarda la luna ignorando il dito è complice alla stregua dei camorristi. Non c’è più tempo Ciro andrà via.