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Grecia, Commissione Ue chiude procedura per deficit eccessivo. Berlino: “La crisi ellenica ci ha fruttato 1,34 miliardi”

Intanto il governo di Alexis Tsipras ha inviato al Fondo monetario internazionale la richiesta di un prestito da 1,6 miliardi di euro. In cambio si impegna a limitare il diritto di sciopero, liberalizzare varie professioni e porre un tetto ai contratti a tempo determinato nel settore pubblico

La Commissione Ue ha raccomandato al Consiglio la chiusura della procedura per deficit eccessivo nei confronti della Grecia, alla luce dei “sostanziosi sforzi degli ultimi anni fatti per consolidare i suoi conti pubblici”, scrive Bruxelles. Per il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici si tratta di “un momento molto simbolico per la Grecia, dopo anni di sacrifici del popolo greco”. A maggio il Parlamento ellenico ha votato tra le proteste di piazza un nuovo pacchetto di misure di austerità in cambio dell’esborso di una tranche di aiuti da 8,5 miliardi compresa nel piano di salvataggio da 86 miliardi concordato nell’estate 2015.

“Un altro segnale positivo sulla ripresa del Paese”, ha detto il vicepresidente Valdis Dombrovskis. “Invito la Grecia a costruire sui suoi successi e a continuare a rafforzare la fiducia nella sua economia, che è importante per preparare il ritorno sui mercati finanziari”. Nel frattempo il governo di Alexis Tsipras ha inviato al Fondo monetario internazionale la richiesta di un prestito da 1,6 miliardi di euro, proponendo in cambio la realizzazione di una serie di riforme comprese la limitazione del diritto di sciopero e la liberalizzazione di varie professioni. A scriverlo è il quotidiano ellenico Kathimerini.

Tra gli impegni dell’esecutivo, anche quello di adottare nuove misure di austerità nel caso non vengano raggiunti gli obiettivi finanziari del terzo pacchetto di salvataggio, oltre a quello di porre un tetto ai contratti a tempo determinato nel settore pubblico per gli anni 2017 e 2018.. Prima di quella data, la Grecia ha previsto di iniziare a finanziarsi sui mercati.

Intanto Berlino fa il conto dei guadagni ottenuti grazie alla crisi greca in termini di interessi e profitti sui bond ellenici: 1,34 miliardi di euro. A fornire la cifra è stato il ministero delle Finanze tedesco rispondendo a un’interrogazione parlamentare dei Verdi, secondo quanto scrive la Sueddeutsche Zeitung. Per i prestiti della Banca statale KFW, il guadagno tedesco in termini di tassi è stato di 393 milioni di euro. Mentre per l’acquisto di bond da parte della Bce, dal 2015, i profitti della Germania ammontano a 952 milioni. “Sarà anche legale che la Germania guadagni sulla crisi della Grecia, ma legittimo, nel senso morale della solidarietà, non è”, ha commentato il verde Sven-Christian Kindler.