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Cinema

Film in uscita al cinema, cosa vedere (e non) nel weekend del 20 e 21 maggio

THE DINNER di Oren Moverman, A MONSTER CALLS di J. A. Bayona, ORECCHIE di Alessandro Aronadio, SICILIAN GHOST STORY di Fabio Grassadonia & Antonio Piazza, SCAPPA - GET OUT di Jordan Peele, I PEGGIORI di Vincenzo Alfieri. Schede, recensioni e trailer

THE DINNER di Oren Moverman. Con Richard Gere, Laura Linney, Steve Coogan, Rebecca Hall. Usa 2017. Durata: 120’. Voto: 3/5 (DT)
Paul è un insegnante di storia in una scuola pubblica, ossessionato dalla memoria sua e del mondo, afflitto da un altalenante squilibrio psicologico; Stan, suo fratello, è un senatore liberal, affettato nei modi, dai notevoli slanci ideali in piena campagna elettorale. I due, con rispettive consorti, si ritrovano in un raffinato ristorante urbano per sistemare la questione dei loro figli adolescenti che hanno compiuto un crimine orrendo, filmato e finito sul web, ma rimasto ancora impunito.
Terza versione cinematografica del romanzo La Cena di Herman Koch, The Dinner è un eccellente dramma familiare che richiama un esempio formale da set “chiuso” alla Carnage di Polanski, senza quella sadica cattiveria ma con uno straordinario coté allucinatorio nello sguardo tipico della poetica e degli incubi (si veda l’anomica presenza dei senzatetto) affrontati dal regista e sceneggiatore Moverman già nei suoi precedenti film. Al centro del serrato confronto a quattro c’è, più o meno metaforicamente, l’origine del male terreno. Una sorta di ricognizione attorno al peccato originale che alla fine dei conti risiede nel seme della violenza, punto d’incontro dal generale al particolare del crogiolo socio-politico statunitense. La narrazione è ritmata dalle pietanze che vengono portate in tavola, anche se le divagazioni e le parentesi in esterni oltre il desco finiscono per essere più incisive e significative della leziosa impostura culturale della cena. Straordinario il trip vertiginoso sul campo di battaglia di Gettysburg; come la frasetta cattiva e insolente pronunciata dallo sbroccato Paul: “La guerra è motivata da un atto d’amore”. Curioso l’arabesco dei brani musicali che va da Serge Gainsbourg all’hip hop.