Calcio

Ten Talking Points – Sulla panchina dell’Inter avrei visto bene Gianni Cuperlo

Ha fatto discutere lo sfogo di Buffon, secondo cui “in Italia vinciamo perché si scansano ma in Europa no”. Apriti cielo. Se lo ha detto, non ci vedo chissà quali scandali: intendeva dire, molto semplicemente, che tante squadre italiane giocano contro la Juve convinte di avere già perso (e magari lasciano i Muriel in panchina), mentre in Europa per un Lione la Juve è solo la Juve

Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che fischietta One of my turns sotto la doccia. Altre considerazioni.

1. La Juve ha già vinto lo scudetto ad agosto, lo sapete già. Inutile parlare di calcio giocato. Ha fatto discutere lo sfogo di Buffon, riportato dalla Gazzetta dello Sport, secondo cui “in Italia vinciamo perché si scansano ma in Europa no”. Apriti cielo. Se lo ha detto, non ci vedo chissà quali scandali: intendeva dire, molto semplicemente, che tante squadre italiane giocano contro la Juve convinte di avere già perso (e magari lasciano i Muriel in panchina), mentre in Europa per un Lione la Juve è solo la Juve. Una delle tante. Dov’è lo scandalo?

2. A tale caso è stato dato il nome di #Scansopoli. Carino, ma sostituirei la seconda “s” con una “z”. Suona meglio.

3. Semplicemente leggendario il casting in stile X Factor dell’Inter. Una settimana a fare audizioni, tra un Marcelino e uno Zola, per poi tornare al punto di partenza come al Monopoli e scegliere Pioli: se l’Inter non ci fosse, andrebbe inventata. #pazzainter #amala #epicbrozo #vecchionivive. Ciò detto, la crisi è alle spalle. Crotone demolito e derby già vinto (due gol di scarto). Con Pioli 31 vittorie consecutive, Medel Pallone d’oro e Handanovic capocannoniere. Inter terza a fine stagione, dietro Juve e Roma.

4. Io, comunque, all’Inter in panchina avrei visto bene Cuperlo.

5. Ognuno ha le sue debolezze. Io, tra le tante, ho quella di Salah. E’ anarchico, cazzaro, discretamente antipatico e umorale, ma è costantemente in grado di generare genio e bellezza. Vale anche per Cuadrado (suo l’assist a Mandzukic). I giocatori così li adoro. La Roma è sempre più candidata per il secondo posto, anche perché il Napoli nel frattempo frana.

6. Già, il Napoli. Senza Milik ha perso tanto, anzi troppo. E poi esistono le avversarie (Lazio mai abbastanza lodata). Pessimo il clima tra il dux De Laurentiis e il Che Gue Sarri. Il Napoli appare bellino, ma impotente. Una sorta di versione upgrade della oltremodo effimera Fiorentina. Il terzo posto sarebbe già un’impresa.

7. Atalanta e Torino: che meraviglia. Stupiscono i drastici ridimensionamenti di Bologna e Sassuolo. Spiace per Oddo, ottimo allenatore. Idem De Zerbi: il suo Palermo merita di più. Pesantissima la vittoria dell’Empoli, che ancora dipende dal buon vecchio Maccarone. Bene Del Neri, benino Giampaolo, mentre il Chievo è tornato sulla terra (ma nulla rischia).

8. Detto che mi vanterò sempre con gli amici per avere ripetuto che il mirabile monopiede Suso non era una chiavica, il Milan esce con sei punti dopo due partite (Pescara e Palermo) in cui ne meritava due. Ciò è segno di culo, innegabile, ma anche di una coesione che prima non c’era. Il Milan sembra una squadra anche quando gioca male, non perde la testa e resta unita. Merito di Montella. Ottima la reazione dopo il pareggio del Palermo, fondamentale il primo gol (splendido, peraltro) di Lapadula. Assai utli i recuperi di Pasalic e Mati Fernandez.

9. Quando Bacca gioca in modalità Nicoletta Braschi ne La tigre e la neve, è insopportabile.

10. Il titolo della Gazzetta dello SportTaccante di razza”, dedicato a Lapaudula, è l’unica cosa più brutta in natura di Nardella con la canotta da muratore e le Crocs grigie.