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Euro 2020, Malagò fa il baciamano alla sindaca Raggi. Poi tra i due cala il gelo

Dopo il mancato incontro di mercoledì e il no alle Olimpiadi di Roma 2024, la sindaca di Roma e il presidente del Coni si incontrano alla presentazione del logo degli europei di calcio. Il numero uno del Comitato Olimpico, freddo: "Una donna non deve chiedere scusa mai"

Alla fine l’incontro tanto atteso e saltato per Roma 2024 c’è stato per Euro2020. Virginia Raggi e Giovanni Malagò insieme nella stessa stanza, uno di fronte all’altra. Ma ancora senza dirsi una parola. Roma probabilmente non avrà a questo punto le Olimpiadi del 2024, ma ospiterà un pezzetto dei prossimi Europei di calcio, che Michel Platini ha voluto in un’inedita formula itinerante. E allora il caso (ovvero la presentazione del logo italiano del torneo) è stata l’occasione per far ritrovare i due grandi “nemici” degli ultimi giorni.

Quando la sindaca entra in sala, il presidente del Comitato olimpico esce da una sala riservata. La vede, una leggera smorfia, tira dritto. Per fortuna arriva il buon Tavecchio ad accoglierla. L’evento è targato Figc del resto, ma saremmo pur sempre al Foro Italico, la casa del Coni. La tensione, però, è evidente. L’incontro si avvicina, stavolta è inevitabile. Allora Malagò si ricompone e ritrova la sua immagine di gentiluomo della Capitale, a cui tiene forse anche più che alle Olimpiadi: si avvicina, abbozza un baciamano senza però mai incrociare lo sguardo con la prima cittadina. “Un gesto spontaneo, lo faccio spesso con chi non ho confidenza”. Gelido, ma elegante. Poi ognuno per la sua strada. Anzi, per la sua fila.

Uno a destra, l’altra a sinistra, separati da diverse poltrone e cariche istituzionali, persino nella foto di rito finale. Per evitare ogni ulteriore contatto e possibile imbarazzo. Lei sorridente, in tailleur nero spezzato, lui in abito scuro, più tirato del solito. In mezzo Carlo Tavecchio, che si gode i frutti del lavoro diplomatico degli ultimi mesi e l’onore di ospitare la prima uscita pubblica del nuovo presidente della Uefa. Lo sloveno Aleksander Ceferin, col suo inglese ingessato e il viso asciutto e sconosciuto ai più, è quasi un marziano precipitato insieme al logo di Euro2020 nel caos romano delle olimpiadi.

Niente cinque cerchi: fra quattro anni in Italia arriveranno gli Europei di calcio, con Roma che ospiterà tre partite della fase a gironi e un quarto di finale. L’ormai quasi certa rinuncia alla candidatura pone anche un problema per lo Stadio Olimpico, che avrebbe dovuto essere ristrutturato per ospitare la manifestazione proprio con i fondi per Roma 2024. Malagò ha già lanciato l’allarme per quei 10 milioni di euro che servono e che non ci sono più: “Abbiamo quattro anni di tempo, i soldi per il calcio si troveranno. A me dispiace più per gli altri impianti e gli altri sport”, ha detto. “È chiaro che dovremo fare un ragionamento con la Figc”. E probabilmente anche con il Comune. Malagò e Raggi in futuro dovranno parlarsi ancora. Ma non oggi, neanche una parola. Neanche per giustificare il ritardo e il mancato incontro in Campidoglio, come qualcuno si aspettava. “Ma una donna non deve chiedere scusa mai”, parola di Malagò.

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