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Ue, Juncker: “Europa in crisi esistenziale. Non è abbastanza sociale. Ma patto di stabilità non è patto di flessibilità”

Il presidente della Commissione europea: "L'Unione non è in forma: la disoccupazione è ancora troppo alta, lavoreremo sui diritti sociali. Ma il patto dev'essere applicato con intelligenza". Sul terrorismo: "Entro novembre sistema di registrazione per tutti gli ingressi". Quindi propone di raddoppiare durata e capacità finanziaria del Fondo europeo per gli investimenti strategici

“Un anno fa avevo detto che la situazione nell’Unione europea lasciava a desiderare, non c’era abbastanza Europa e non c’era abbastanza unione nella Ue. A un anno di distanza questa constatazione in Europa resta. La Ue non è un gran forma. Sono cambiate tante cose. Possiamo parlare di crisi esistenziale“. Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker alla plenaria di Strasburgo in apertura nel discorso sullo stato dell’Unione. La disoccupazione “è ancora troppo alta”, aggiunge Juncker, “l’Europa non è abbastanza sociale, questo lo dobbiamo cambiare” quindi “lavoreremo al pilastro dei diritti sociali”. E se anche la situazione dei debiti resta alta, essi si sono ridotti e questo “dimostra che il Patto di stabilità ha suo effetto, ma non deve diventare patto di flessibilità: deve diventare un patto applicato con flessibilità intelligente“.

Juncker spiega che l’anno prossimo sarà “cruciale”. “Propongo – aggiunge – un programma positivo per i prossimi 12 mesi, che saranno decisivi, se vogliamo superare le divisioni tra est e ovest che si sono aperte in questi ultimi mesi. Li dobbiamo superare se vogliamo dimostrare al mondo che l’Europa esiste”. Lo strumento, tra gli altri, sarà l’aumento della cifra a disposizione del piano di investimenti che lo scorso anno ha generato 150 miliardi. “Ma dobbiamo fare di più”, ha proseguito il presidente della Commissione europea e quindi “propongo di raddoppiare la durata e la capacità finanziaria” dell’Efsi, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, affinché “fornisca almeno 500 miliardi di euro entro il 2020 e 532 miliardi fino al 2022″.

Poi il capitolo terrorismo. Entro novembre la Commissione proporrà un sistema europeo di informazione sui viaggi: “Ogni volta che uno entra in Ue sarà registrato, luogo, data e motivo dello spostamento”, in modo che “questo nuovo sistema automatico ci dirà chi è autorizzato a viaggiare in Ue, prima che arrivi in Ue”. “Un’Europa protettrice – continua il presidente della Commissione ricordando gli attacchi degli ultimi due anni – è un’Europa che si difende. E dobbiamo difenderci soprattutto contro il terrorismo, questa è la priorità assoluta”. Secondo Juncker “dobbiamo mostrare ai terroristi che non hanno alcuna possibilità di colpire i nostri valori. La nostra tolleranza non può andare a scapito della nostra sicurezza”.

Sulla politica estera un riconoscimento per l’alto rappresentante Federica Mogherini: “La nostra vicepresidente ed alto rappresentante per la politica estera, sta facendo un lavoro straordinario” e può diventare “la vera ministra degli esteri dell’Unione europea”, per questo “le chiedo di sviluppare una strategia europea per la Siria e deve avere un posto al tavolo sull’avvenire della Siria“.