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Milano Serravalle, l’ex manager di Concessioni autostradali Besozzi punta alla poltrona di ad. Ma è incompatibile

L'ingegnere di Gavirate ha appena terminato il mandato in una società controllata pariteticamente dalla Regione e dal ministero delle Infrastrutture. In base alla legge sulle porte girevoli fra controllate di uno stesso ente non può ricoprire l'incarico nel gruppo che gestisce il tratto lombardo della A7 e le tangenziali

“Le società pubbliche descritte in quella legge sono diverse da queste”. Per Paolo Besozzi, da più parti accreditato come principale candidato della Regione Lombardia alla guida della Milano Serravalle, la questione della sua incompatibilità con l’incarico è insomma tutta da verificare. L’articolo 7 del decreto legislativo numero 39 del 2013 vieta ai manager pubblici le porte girevoli fra controllate di uno stesso ente nei due anni successivi all’incarico. E Besozzi ha appena terminato il mandato di ad in Concessioni Autostradali Lombarde (Cal), società controllata pariteticamente dalla Regione e dal ministero delle Infrastrutture via Anas, nonché riferimento di tre importanti arterie stradali (Pedemontana, Brebemi e tangenziale esterna di Milano Tem).

Tuttavia, secondo il manager vicino alla Lega, “la definizione della legge” parla “di società in cui arrivano soldi pubblici che non sono queste, cioè Serravalle non vive di soldi pubblici” ma dei pedaggi che incassa (circa 193 milioni). “Quindi è al di fuori di quella regola tant’è che fra l’altro non è controllata dalla Regione Lombardia che non ne consolida i bilanci” puntualizza.

E’ un fatto però che l’ingegnere di Gavirate si sia dimesso a gennaio dall’incarico di presidente del gruppo regionale degli appaltiInfrastrutture Lombarde. Una decisione maturata dopo un confronto con l’Autorità anticorruzione che aveva mosso rilievi sul doppio ruolo in Infrastrutture Lombarde e Cal, entrambe controllate dalla Regione Lombardia. Era solo “un’ipotesi di incompatibilità su due società di soldi pubblici anche se le assicuro che giuridicamente quella incompatibilità non esiste”, replica Besozzi. Inoltre “ho scelto io di dimettermi”, prosegue il manager il cui nome, secondo Affari Italiani, sarebbe recentemente finito nelle carte di un’inchiesta della Procura di Sondrio.

Del resto la stessa Regione Lombardia, che proprio in questi giorni sta procedendo alla nomina dei vertici di importanti società partecipate, non sembra avere le idee chiare sui criteri di selezione dei suoi manager. Interpellata dal fattoquotidiano.it in merito alle precedenti incompatibilità di Besozzi e alle ipotesi sui suoi futuri incarchi, la Giunta non ha voluto fornire spiegazione alcuna. Nessun commento neanche alla richiesta di chiarimenti sul fatto che il manager risulta avere un’ipoteca legale a favore di Equitalia per un importo di capitale pari a 49.330 euro. Besozzi ha invece spiegato che si tratta “errore di notifica legato a un trasferimento” su cui è già al lavoro il suo commercialista per risolvere la questione.