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Europei 2016, tutte le falle nei dispositivi di sicurezza che hanno consentito agli ultras di devastare Marsiglia

Concentrate sull'incubo terrorismo, le autorità d'Oltralpe hanno sottovalutato il tifo violento. Il ministero degli Interni parla di “alcuni errori”, ma la catena di sbagli è lunga e parte dalla scelta di ospitare uno dei match più a rischio del torneo nella città rivierasca, già teatro di durissimi scontri con gli hooligans ai Mondiali '98. Sconcerto per la scelta di non vietare gli alcolici

Sei fermi e 35 feriti, di cui uno gravissimo. Gli scontri di Marsiglia hanno trasformato le cronache della seconda giornata di Euro 2016 in un bollettino di guerra. I protagonisti sono i cattivi di un passato ancora di attualità: gli hooligans inglesi, che forse qualcuno credeva a torto estinti, gli ultrà nazionalisti russi e quelli locali dell’Olympique, tra i più pericolosi di Francia. Ma le vere responsabilità sono del comitato organizzatore e della Uefa: di chi ha permesso questo mix esplosivo, senza vietare nemmeno la vendita di alcolici, consegnando la città ai violenti ed esponendo gli Europei ad una figuraccia evitabile.

HOOLIGANS SOTTOVALUTATI – Per garantire la sicurezza di Euro 2016 il Ministero dell’Interno transalpino aveva preparato un vero e proprio esercito: circa 90mila agenti in tutto il Paese, tra stazione e aeroporti, città e ritiri delle nazionali, stadi e fan-zones. Non è bastato, però, per evitare il disastro: a Marsiglia i primi tafferugli tra tifosi sono iniziati già giovedì sera, per esplodere sabato prima della partita ed arrivare fin dentro lo stadio Velodrome dove si è giocata Russia-Inghilterra. Il bilancio alla fine conta decine di feriti, di cui un tifoso britannico in pericolo di vita, dopo essere stato colpito alla testa con una spranga. Evidentemente le forze dell’ordine, concentrate sull’incubo terrorismo, hanno sottovaluto un altro pericolo molto più immediato e concreto: la violenza degli ultras. Un problema che sembrava quasi anacronistico, dopo gli attentati del 13 novembre e la grande tensione per la minaccia dell’Isis. Ma non lo era: due settimane fa, la finale di Coppa di Francia tra Marsiglia e Psg a Saint-Denis – la prova generale del sistema sicurezza in vista dell’Europeo – era stata segnata dai disordini delle due tifoserie. E Inghilterra-Russia era considerata dagli esperti come una delle partite più a rischio del torneo

LE COLPE DEGLI ORGANIZZATORI – Gli indizi, insomma, c’erano tutti. Due tifoserie particolarmente pericolose: da una parte gli hooligans inglesi (di cui 3mila già noti alle forze dell’ordine e col daspo appena scaduto); dall’altra i russi, nazionalisti e razzisti, con l’alleanza annunciata tra tifosi del Cska e dello Spartak, frange rivali unite dalla violenza. Una città problematica, con una tifoseria a sua volta tra le più irrequiete di Francia. Il precedente dei Mondiali ’98, quando proprio a Marsiglia ci furono pesanti scontri in occasione di Inghilterra-Tunisia. Eppure la Uefa e il comitato organizzatore non hanno fatto nulla per prevenire il disastro. Qualcuno, ad esempio, sostiene che Inghilterra e Russia non avrebbero dovuto giocare a Marsiglia, e che il sorteggio avrebbe dovuto essere indirizzato. Senza arrivare a tanto, sarebbe bastato prendere piccoli provvedimenti, quasi di prassi in queste circostanze. Chiudere la fan-zone, o almeno vietare la vendita di alcolici, evitando che fiumi di birra scorressero nei bar del centro e scaldassero gli animi. Non è stato fatto, e non è impossibile immaginare perché: il ritorno economico della manifestazione si basa quasi interamente sulle spese dei tifosi; Marsiglia da sola conta di incassare 140 milioni di euro dal loro passaggio in città. Il sindaco Gaudin, tra i più preoccupati (era stato lui a lanciare la campagna per il divieto di trasmettere le partite in strada), aveva chiesto almeno di anticipare la partita al pomeriggio. Anche questo appello è rimasto inascoltato. “Alcuni errori sono stati commessi”, ha ammesso il portavoce del Ministero, Pierre-Henri Brandet. “Sta a noi correggerli”. Le stesse parole, però, già ascoltate due settimane fa dopo la finale di Coppa di Francia, quando il ministro Cazeneuve aveva parlato di “falle nel dispositivo di sicurezza”, promettendo che tutto sarebbe stato sistemato per l’inizio del torneo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

L’ALLERTA CONTINUA – Gli scontri di Marsiglia sono stati un terribile risveglio per Euro 2016 e la Francia: l’Isis non è l’unico pericolo da fronteggiare, prima vengono gli ultras. E l’emergenza continua: Inghilterra-Russia era solo la prima delle cinque partite considerate ad alto rischio. Già nel pomeriggio a Parigi si gioca Turchia-Croazia, altro incrocio ad alta tensione; poi verranno Germania-Polonia (a Saint-Denis), il derby Inghilterra-Galles (a Lens) e Ucraina-Polonia (di nuovo a Marsiglia); nella notte sono stati segnalati primi tafferugli anche a Nizza e Lione. Per la partita odierna nella Capitale, il prefetto è corso ai ripari, blindando tutti i punti nevralgici della città e sgomberando le terrasses di sedie e tavolini (che ieri sono stati utilizzati come armi dagli hooligan). Per quanto successo dentro il Velodrome, invece, la Uefa aprirà un’azione disciplinare nei confronti della Russia. Ma nessuno sanzionerà la Uefa.

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