Cultura

Il Festival internazionale di Poesia di Genova: da Greenaway, ad Armitage e al Poetry slam

È giunto ormai alla 21esima edizione il Festival internazionale di poesia di Genova, Parole Spalancate, che si apre il 10 giugno e, al di là della longevità che ne fa una felice eccezione in un campo dove spesso le esperienze coprono raggi temporali assai più limitati, si segnala certamente per il coraggio e la qualità che lo hanno contraddistinto in questi anni. L’occhio lungo del direttore artistico, Claudio Pozzani, ha fatto in modo che grandi maestri, ma anche autori di grandissima qualità meno noti al pubblico italiano, approdassero sotto la Lanterna da ogni parte del mondo, accompagnati sempre da uno stuolo di voci giovani, all’esordio europeo.

Il tutto con la capacità di comprendere, nelle sue vaste programmazioni, ogni tipo di esperienza poetica: dalla più “classica”, sino alle sperimentazioni più spericolate, sempre però con un occhio rivolto all’oralità, alla poesia performata, eseguita dal vivo, e alla sua capacità di mescolarsi con le altre arti, dalla musica al cinema, al teatro, alla pittura, alla danza. Queste caratteristiche ne fanno, a parere di chi scrive, il festival di poesia più autorevole che ci sia attualmente in Italia, oltre che quello più conosciuto oltre confine. Questa 21esima edizione non fa eccezione, presentando un vastissimo ventaglio di eventi e dislocandosi oltre Genova sino a Milano – dove si è tenuta un’anteprima con un’artista del calibro di PJ Harvey – e a Gardone Riviera, al Vittoriale.

Si va dalla mostra del regista cinematografico e artista visivo Peter Greenaway, che inaugura questa ventunesima edizione, all’omaggio a Frank Zappa e al Dada, con la partecipazione del performer ungherese Skarozi, da una serie di eccezionali poeti stranieri, come Simon Armitage, Amir Or e Jack Hirschman, al ricordo del grande Elio Pagliarani, con la proiezione del film La ragazza Carla, di Salbene, e a quello dell’altrettanto indimenticabile Adriano Spatola. E poi tanto altro: l’incursione nel carcere di Marassi per portare la poesia oltre le sbarre, l’immancabile Bloomsday che farà risuonare joycianamente i carrugi genovesi, i versi dei poeti nativi americani, l’incontro con la fisica quantistica e le sue implicazioni poetiche.

Ma l’evento più significativo di quest’anno mi pare l’incontro tra un festival così plurale e “aperto” e il mondo del Poetry slam. Sarà Parole Spalancate, infatti, ad ospitare la finalissima nazionale del Campionato italiano Lips – Lega Italiana Po etry SlamVenti poeti selezionati dopo centinaia di slam tenuti in tutta italia, il meglio della slam poetry italiana a rappresentare un fenomeno che ha ormai dimensioni che non è più lecito ignorare, vista la capacità che ha, non solo di attirare nuovo pubblico ai reading di poesia, ma di proporre forme sempre nuove di performance, si batteranno in 3 gare l’11 e il 12 giugno per individuare il campione 2016.

Quello passato, Simone Savagin, si è appena classificato settimo al Campionato Mondiale di Parigi, a un solo punto dalla finalissima, a confermare come, anche a livello internazionale, la scena slam italiana sia ormai di primissimo livello. Dunque vale la pena di sottolineare questo incontro dello Slam con il festival che più di ogni altro in Italia promuove lo spoken word, la poesia detta ad alta voce: della grande famiglia dello spoken word fa parte lo Slam, né lo spoken word potrebbe essere così ricco e plurale senza il Poetry slam. E che vinca il migliore, perché in ogni caso a vincere a Genova sarà la poesia!