Cultura

Area archeologica Morgantina, scala di ferro per i turisti tra i resti antichi. “Uno scempio”

L'installazione costruita ufficialmente per "proteggere i visitatori e la scarpata" sta facendo discutere gli abitanti di Aidone (Enna) e gli addetti ai lavori. Petizione per chiedere la rimozione. Intanto calano gli ingressi e scarseggiano gli investimenti per la valorizzazione del sito

Una scala di ferro tra i resti archeologici dell’area di Morgantina (Sicilia) al posto del tradizionale sentiero costruita “per proteggere i turisti e la scarpata”. E’ questa l’installazione che sta facendo discutere gli abitanti di Aidone (Enna) e gli addetti ai lavori, mentre gli ingressi continuano a calare e mancano gli interventi di manutenzione e valorizzazione del sito. “Si tratta di una costruzione di oltre sessanta gradini“, ha spiegato la responsabile di “Noi Adone” Franca Ciantia che ha lanciato una petizione per chiedere la rimozione dell’opera, “e una decina di pianerottoli in orso-grill. Una rampa è parallela alla scala antica, l’ultima e più alta costeggia la Casa del Capitello dorico, sul lato nord, dalla parte del gineceo”. Le critiche però arrivano da più parti: “Spero che sia un’opera”, ha commentato su Facebook la presidente “Club per l’Unesco Enna” Marcella Tuttobene Verardi, “curata da un folle artista che con l’approvazione e il consenso di organi superiori ha realizzato questo scempio”. Ma non solo: anche Legambiente Piazza Armerina e Sicilia antica Enna, dopo la segnalazione dell’archeologa Serena Raffiotta, si sono schierati contro quello che hanno definito “un atto vandalico che deturpa il naturale aspetto dell’area”.

Siamo nel sito archeologico di Morgantina nel territorio di Aidone, comune della provincia di Enna. L’insediamento più antico sull’altura denominato “la Cittadella”, l’abitato sul pianoro sottostante di Serra d’Orlando, con le mura, il teatro, il santuario di Demetra e Persefone e l’ekklesisterion e i quartieri residenziali. Una grande città dalla quale provengono autentiche opere d’arte come il Tesoro di Morgantina e la Venere di Morgantina, conservata dal marzo 2011 nel Museo archeologico di Aidone dopo il lungo contenzioso con gli Stati Uniti. Come la Testa di Ade restituita recentissimamente dal Paul Getty Museum di Malibù.

A essere contestata è la costruzione di una scala che attraversa il sito. Almeno in un punto la struttura moderna poggia direttamente su una strada antica e “l’inadeguatezza del percorso antico” che avrebbe suggerito la nuova soluzione sarebbe tutta da verificare. Opera inutile e variamente dannosa? Niente di tutto questo per Laura Maniscalco, direttrice del locale Museo: “I gradini sono stati collocati per la protezione della scarpata e degli stessi visitatori. Il collocamento è stato preceduto da indagini effettuate sotto la direzione di un archeologo”. Insomma il progetto dell’architetto Enrico Caruso sarebbe un intervento migliorativo. Di certo l’unico finora realizzato tra quelli che i fondi comunitari PO FESR Sicilia 2007-2013 avrebbero permesso: 186mila euro per “Servizi e forniture” nell’ambito del progetto “Morgantina: dalla città di pietra alla sua immagine virtuale” e 236.800 euro per “Completamento opere di sistemazione e apparati didattici ai fini della fruizione” .

Quel che sembra indubitabile sono le condizioni del sito. C’è l’annoso problema della manutenzione ordinaria del verde alla quale si provvede con evidente fatica. Nell’ottobre 2014 a incaricarsi della pulizia del teatro e di alcuni canali per il deflusso delle acque meteoritiche sono stati i militari statunitensi della stazione aeronavale di Sigonella. Qualche mese prima era toccato a cittadini e amministratori di Aidone “tagliare l’erba con lo scopo anche di scongiurare il pericolo di incendi”, diceva il sindaco Vincenzo Lacchiana. A fare le spese di questa situazione sono, oltre ai tracciati stradali, le strutture murarie, in più punti ormai fuori asse, in alcuni addirittura a rischio di crollo, nonostante le opere di rafforzamento, che sarebbero dovuto essere provvisorie. Precario lo stato di conservazione della gran parte dei pavimenti esistenti. A partire da quelli ellenistici in cocciopesto a Casa Pappalardo e alla Casa a cisterna ad arco, quasi completamente distrutti proprio dalla vegetazione spontanea. Senza contare che molti mostrano preoccupanti fessure. Gli intonaci non se la passano meglio. Basta osservare quelli policromi con infiorescenze sulla collina ovest. In vetrina da più di trent’anni. Naturalmente privi di qualsiasi indicazione. Coperture a protezione delle strutture ne esistono, è vero. Peccato che non di rado la loro progettazione e realizzazione sollevino almeno qualche perplessità. Come nel caso di quella sulla collina ovest, piazzata direttamente sulle strutture perimetrali. Oppure quella “doppia” alla Casa di Ganimede, sulla collina est. Insomma c’è la nuova, in opera, ma c’è anche quella sostituita. Una generale sensazione di abbandono, accresciuta dalla presenza di pannelli didattici ormai illeggibili, avvertita dai visitatori.

Il dato più indicativo è il calo degli ingressi. Nel 2014 sono stati 19.154 contro i 26.173 dell’anno precedente. Nonostante il sito archeologico sia uno dei fiori all’occhiello del “Distretto turistico Dea di Morgantina”, società consortile nata alla fine del 2011 con l’obiettivo di “promuovere e  coordinare lo sviluppo e la razionalizzazione delle attività turistiche e produttive, valorizzare e tutelare il patrimonio culturale”. Per realizzare questo obiettivo nel gennaio 2015 sono stati stanziati 732mila euro dalle risorse del POR FESR 2007/2013 Sicilia per promuovere i siti archeologici e per realizzare un portale web. Quest’ultimo esiste, su tutto il resto qualche comprensibile dubbio. Compresa la mancanza di qualsiasi materiale informativo, ormai da anni. Ma certo sugli ingressi al sito archeologico non possono non aver influito le frequenti chiusure. Ultime quelle a Natale e a Capodanno. Ad agosto e settembre scorso quelle decise per la mattina. Orari che non sono stati di certo compensati dal prolungamento notturno, anche considerando il più che deficitario impianto di illuminazione.

Insomma tra le molte cose che sembrano imprescindibili per l’area archeologica si ha una certa difficoltà ad includere la scala. In attesa che si realizzi il progetto che la Direttrice del Museo di Aidone ha presentato all’Assessorato ai Beni culturali il quale comprende “un percorso per disabili; un contenimento della vegetazione e un intervento conservativo sui mosaici e gli intonaci”, non si può che essere preoccupati. “A Morgantina subiamo il fascino di un complesso di monumenti di grande interesse, in un paesaggio di straordinaria bellezza, che fanno del sito uno dei più suggestivi e significativi dell’Isola”, si legge sul sito della Regione. Per ora si fa fatica a riconoscere tutta quella magnificenza.