Cultura

Parole al femminile, dall’Arabia di oggi alla Vienna del secolo scorso

Ho avuto la possibilità, ultimamente, di leggere testi scritti da autrici (o da autori che hanno messo al centro della propria narrazione figure femminili), incentrati su tematiche e montaggi inusuali. Tra questi voglio segnalare Profumo di caffè e cardamomo della scrittrice saudita Badriya al-Bishr (pubblicato in Italia da Atmosphere Libri e tradotto da Federica Pistono, che si sta dimostrando una delle voci più attente e competenti per quelle che riguarda la traduzione e promozione di letteratura araba nel nostro Paese). La struttura del romanzo è incentrata su una classica storia di formazione in chiave Arabia Saudita. Hind, voce narrante, racconta il suo difficile rapporto con la famiglia, soprattutto con la madre, legata alla tradizione è la sua voglia di emancipazione, di cultura e del desiderio di un suo percorso indipendente. Affrontando temi contemporanei: la globalizzazione, il terrorismo, i matrimoni combinati, la bieca predominanza del potere maschile, il medioevo tra i grattacieli di Riyadh, la sudditanza a una filosofia politica arcaica, l’autrice riesce a creare, con un linguaggio semplice e asciutto, un romanzo godibile che sconfina a volte, positivamente, nel reportage.

Moglie di Gustav Mahler, di Walter Gropius e di Franz Werfel, e amante di Oskar Kokoschka, la compositrice e pittrice austriaca Alma Mahler è stata senza dubbio una delle donne più importanti, attive e vitali del primo Novecento. Attraverso una raccolta di lettere e pensieri sparsi, Gustav Mahler. Ricordi e lettere (Il Saggiatore, a cura di Luigi Rognoni e traduzione di Laura Dellapiccola) il lettore può scoprire aneddoti non solo della sua vita con il primo marito, ma anche panoramiche, riflessioni e spunti per comprendere l’inquieta epoca che va dal 1900 al 1911 (anno della morte di Gustav). Sono pagine intime e memorabili che raccontano la vita culturale mitteleuropea, di pittori, compositori, artisti, di rinunce e grandi trionfi, della corrispondenza epistolare fra Gustav Mahler e Arnold Schönberg, dell’amore, del viaggio e della speranza di un’epoca nuova che purtroppo, nel 1914, soccomberà alla tragedia mondiale della Grande Guerra.

L’amore cattivo, di Francesca Mazzucato (Giraldi Editore, prefazione di Camilla Ghedini), un romanzo dove la cattiveria viene trattata al femminile, un testo in cerca di stabilità che inevitabilmente porta verso il precipizio, dal ritmo incalzante, fatto di disagio, ansia, perdita del controllo. Un confronto tra l’età adulta e il mondo infantile. La storia di Nora, donna in fuga che approda a Milano e che non riesce a lasciarsi andare in quella che forse potrebbe essere l’unica relazione che varrebbe la pena vivere.

Nel 2012, dopo aver faticosamente mantenuto i posti di lavoro dei suoi dipendenti, nonostante la crisi, un lavoro già finito e consegnato al committente non viene pagato. Inizia un calvario disperato per Serenella, a capo di una piccola azienda che si occupa della levigatura del legno, e inizia la sua lotta per salvare i suoi operai, la sua azienda e la sua famiglia. Di questa lotta parla il saggio-reportage Io non voglio fallire, di Serenella Antoniazzi con Elisa Cozzarini (NuovaDimensione), storia vera tutta italiana, fatta di sacrifici, speranze, caparbietà e giustizia.

L’Italia degli intrighi e della corruzione viene raccontata da Aldo Pagano ne La trappola dei ricordi (Todaro Editore), storia ambientata nella fantastica Balbenna (che ricorda Bari, dove l’autore ha vissuto per molti anni, quelli della formazione), dove la milanese Emma, PM trasferita da poco, viene chiamata per l’omicidio di un giornalista, Roberto, un tempo suo fidanzato, nonostante i due, all’epoca “combattessero” su diverse sponde politiche. Attraverso flashback e ricordi dell’amore, la storia si dipana in un Paese allo sbando, costruito sul politicamente scorretto, dove i poteri forti hanno gli armadi colmi di fantasmi e dove emerge la forza tutta al femminile di Emma.