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Attentati Parigi, “terroristi ingerirono anfetamine Captagon prima degli attacchi”

Alcuni media francesi ipotizzano l'uso di Captagon dopo il ritrovamento di alcune siringhe nella casa di Salah Abdeslam. L'esperto: "Chi le prende ha un senso di onnipotenza"

Senso di onnipotenza, scomparsa della paura. Il Captagon è un’anfetamina molto diffusa in medio-oriente e secondo alcuni media francesi è stata presa dai terroristi prima degli attentati di Parigi. A rafforzare l’ipotesi è il ritrovamento di alcune siringhe nella casa di Salah Abdeslam, uno degli autori degli attacchi del 13 novembre. Anche se il Captagon è molto più diffuso sotto forma di pasticche.

Secondo Fabrizio Schifano, professore di farmacologia clinica e primario psichiatra dell’università dell’Hertfordshire, l’ipotesi è comunque plausibile: “Le anfetamine sono le droghe dei kamikaze – spiega – Mettono la persona in una situazione psicologica simile a quella dei pazienti maniacali, con un senso di onnipotenza. Questo ha senso perché per una persona è molto difficile riuscire a compiere un gesto del genere in situazione normale”.

Tracce di questa sostanza sono state trovate nel sangue di Seifeddine Rezgui, uno degli autori dell’attentato sulla spiaggia in Tunisia del 26 giugno dove morirono 39 persone. E i curdi dopo gli scontri di Kobane ne hanno trovato molte dosi nelle postazioni dell’Isis. Ma è diffusa in tutto il medio-oriente. “Mentre qui da noi abbiamo i cannabinoidi e le droghe sintetiche come sostanze prevalenti – conferma Schifano – in quelle zone sono rimasti alle anfetamine. Il Captagon in particolare non si è visto di recente in Europa“.

Ma l’uso di droghe durante la guerra non è una novità del ventunesimo secolo. Le anfetamine erano usate dai soldati durante la seconda guerra mondiale: dai kamikaze giapponesi ma anche dai nazisti, come conferma lo scrittore tedesco Norman Ohler nel suo ultimo libro.