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Grecia, sciopero generale contro austerity di Tsipras. Troika di nuovo ad Atene

Il sindacato pubblico Adedy e quello privato Gsee accusano l'esecutivo di portare avanti "politiche di impoverimento e di privazioni". La polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che lanciavano bombe molotov. Intanto sono in corso nuovi negoziati per lo sblocco di una tranche di aiuti da 2 miliardi

Scontri tra polizia e manifestanti sono andati in scena nel centro di Atene durante uno sciopero generale di 24 ore contro le misure di austerità: è la prima mobilitazione dei sindacati (quello pubblico Adedy e quello privato Gsee) dalla nascita, a settembre, del governo Tsipras bis. Secondo i rappresentanti dei lavoratori l’esecutivo firmatario, la scorsa estate, dell’accordo con la troika per il terzo piano di salvataggio del Paese, sta portando avanti “politiche di impoverimento e di privazioni“. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che lanciavano bombe molotov.

Lo sciopero riguarda principalmente i servizi pubblici, come di consueto in Grecia, ma sono state coinvolte anche le piccole imprese. Dalla mezzanotte passata è bloccata la metropolitana di Atene, le navi non hanno lasciato i porti e anche i treni sono stati fermati a mezzanotte e saranno attivi tra le 10 e le 16 locali. Gli autobus sono rimasti bloccati dalla mezzanotte alle 9 locali (le 8 in Italia) e riprenderanno lo sciopero a partire dalle 21 locali (le 20 italiane) fino a mezzanotte. Le farmacie e gli ambulatori medici sono chiusi, mentre gli ospedali forniscono solo i servizi essenziali. Anche musei e siti archeologici sono chiusi al pubblico. Televisione e radio stanno trasmettendo solo programmi d’archivio e il sindacato dei giornalisti si è accordato per fornire soltanto notizie a proposito dello sciopero. Per quanto riguarda il traffico aereo, lo sciopero colpisce solo i voli interni, mentre quelli internazionali sono regolari.

La mobilitazione si svolge mentre i rappresentanti dei creditori internazionali, cioè Commissione europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Meccanismo europeo di stabilità, sono tornati ad Atene per proseguire i negoziati che premetteranno l’erogazione di una tranche di aiuti da 2 miliardi di euro per le casse dello Stato più altri 10 per la ricapitalizzazione delle banche. I capi missione si stanno confrontando con la squadra economica del governo, che include il vice primo ministro Yannis Dragasakis e i titolari dell’Economia Giorgos Stathakis e delle Finanze Euclide Tsakalotos. Le questioni più spinose sul tavolo sono i pignoramenti e il rimborso a rate dei debiti al Tesoro. Ma verranno discusse anche le nuove misure che dovrà prendere Atene. Il presidente della Bce Mario Draghi ha detto che l’esecutivo Tsipras “deve affrontare il problema dei mutui non pagati e trovare una soluzione sui debiti non performanti” degli istituti di credito.