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Formula 1, Gran Premio del Messico: una grande prova per i tecnici del team Mercedes

Ancora una volta un Gp dominato e vinto dalla Mercedes che non ha avuto rivali e preoccupazioni, se non quella di contrastare i problemi che l’aria rarefatta degli oltre 2200m di quota del circuito che potevano arrecare problemi ad alcuni componenti della vettura.

Alcuni interventi erano stati preparati già dallo scorso Gp di Austin negli Stati Uniti dove, per la prima volta, si erano visti un cofano ampliato e le “orecchiozze” ai lati dell’ari-scope ad aumentare la portata d’aria al suo interno.

Nei disegni sotto sono mostrati i due condotti che partono dalle prese d’aria ai lati dell’air-scope che si uniscono nella parte interna del cofano e convogliano il flusso dell’aria verso il radiatore nel quale i tecnici della Mercedes quest’anno hanno accorpato il raffreddamento dell’olio motore, dell’olio del cambio e dell’ers.

Questa soluzione aumenta però anche la portata dell’aria per l’aspirazione del motore che andrà direttamente nel compressore. Con l’aggiunta, infatti, di queste due prese d’aria si potrà utilizzare una porzione maggiore dell’air-scope che generalmente invece è utilizzata anche per il raffreddamento delle parti che abbiamo citato.

In gara risolti anche i problemi riscontrati all’impianto frenante durante le prove del venerdì, quando i dischi posteriori della vettura di Rosberg si sono incendiati dopo solo pochi giri del circuito messicano. I tecnici del team Mercedes sono intervenuti maggiorando le prese d’aria di ventilazione dei cestelli porta freno garantendo, in parte, il mantenimento delle temperature all’interno di un range accettabile. Anche i piloti però hanno dovuto porre particolare attenzione a questo problema evitando di rimanere troppo nelle scie dei piloti che li precedevano e cercando, quando possibile, aria pulita uscendo dalle scie.