Scienza

Luna di Saturno, Encelado è un fossile del Sistema Solare. “Uno dei corpi celesti più antichi”

Lo dimostrano le simulazioni, pubblicate sulla rivista Nature Communications, secondo le quali il nucleo ha una composizione molto simile a quella dei meteoriti più antichi finora noti. La scoperta arriva alla vigilia del passaggio ravvicinato previsto il 28 ottobre con cui la sonda Cassini 'assaggerà' l’acqua dei geyser del satellite

Il 28 ottobre la sonda Cassini compirà un passaggio ravvicinato per ‘assaggiare’ l’acqua dei suoi geyser. Un incontro che adesso diventa ancora più interesse alla luce delle nuove scoperte che riguardano la composizione interna di Encelado, la luna di Saturno che sotto la sua superficie ghiacciata nasconde un oceano potenzialmente in grado di ospitare la vita, e che potrebbe essere un fossile del Sistema Solare. Addirittura uno dei corpi celesti più antichi del nostro Sistema.

Lo dimostrano le simulazioni, pubblicate sulla rivista Nature Communications, secondo le quali il nucleo di questa luna ha una composizione molto simile a quella dei meteoriti più antichi finora noti. La scoperta arriva alla vigilia del passaggio ravvicinato previsto il 28 ottobre con cui la sonda Cassini ‘assaggerà’ l’acqua dei geyser di Encelado.

Sotto la guida di Yasuhito Sekine, dell’università di Tokyo, i ricercatori hanno simulato pressione (di 400 bar) e condizioni che potrebbero esserci sul fondale nell’oceano sotterraneo che avvolge Encelado. L’obiettivo è stato verificare quali meccanismi danno origine ai geyser osservati dalla sonda Cassini nata dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Soprattutto i ricercatori hanno cercato di comprendere che tipo di rocce potrebbero esserci sul fondale che, interagendo con l’acqua salata, danno origine alle particelle osservate nei pennacchi di Encelado, che scagliano nello spazio ghiaccio, vapore acqueo e particelle ricche di silice.

La simulazione dimostra che le rocce del fondale potrebbero essere formate da minerali come serpentino e saponite, come quelli presenti anche nei meteoriti primitivi. La conferma potrebbe arrivare dal ‘tuffo’ della sonda tra i pennacchi di Encelado. Cassini passerà ad un altezza di 49 chilometri sul polo Sud della luna ed analizzerà le particelle emesse dai geyser. In particolare, andrà a ‘caccia’ delle molecole ‘spia’ dell’attività idrotermale, come l’idrogeno molecolare, formato da due atomi di idrogeno e generato dalle reazioni chimiche fra rocce ricche di metalli e l’acqua. Se Cassini confermerà che nel cuore di questo mondo ghiacciato è in atto attività idrotermale significa che la luna potrebbe avere gli ingredienti necessari per sostenere forme di vita semplici.