Cultura

Selinunte, i templi aperti per lo spritz. Ma chiusi ai turisti

aperol spritz evento

“Grande successo per l’evento “Aperol Spritz” a Selinunte. Un fiume di gente ha accolto l’invito della Campari per un “aperitivo leggendario” tra le rovine del Parco Archeologico. Ingresso gratuito e servizio navetta offerto dalle principali località della Provincia di Trapani. Un aperitivo offerto per ogni spettatore, strepitoso concerto di Giuliano Palma e musica con alcuni Dj fino a tarda notte. Un evento assolutamente unico nel suo genere nel nostro territorio. Grazie al nuovo sistema di illuminazione realizzato dal Gruppo Campari, titolare del marchio Aperol Spritz, è stato possibile godere di un area poco utilizzata per gli eventi serali del sito archeologico, tra il tempio F ed il tempio G”.

A leggere le cronache e a vedere le foto del party “Everybody’s Welcome” ci sarebbe da essere soddisfatti. Molti lo saranno, non se ne può dubitare. D’altra parte “l’azienda leader nell’industria globale del beverage di marca”, che ha affittato l’area archeologica per il suo evento, ha provveduto anche al miglioramento dell’illuminazione davanti al Tempio di Hera, alla costruzione di un percorso d’illuminazione tra il tempio E e il tempio G e all’illuminazione della colonna superstite del tempio G. Non solo. La Campari ha fatto anche lavori di manutenzione del verde esistente. Il tutto con un impegno finanziario di oltre 30mila euro. “Abbiamo dato l’autorizzazione all’evento che oltre a dare visibilità al parco ci ha consentito di migliorare e potenziare l’impianto d‘illuminazione esistente”, spiegava il direttore Giovanni Leto Barone. Un’operazione pianificata, quindi. Perfetta. Con la soddisfazione di molti. Ma non di tutti. Tra i quali è probabile ci siano quelli che avevano pensato di visitare il sito una delle sere dell’ultimo fine settimana di settembre.

Già, perché dopo la scarsa affluenza delle aperture precedenti proprio Butera aveva deciso di sancire la fine dell’esperimento. “Tenere il parco aperto di sera ha dei costi. Se i visitatori sono pochissimi diventa poco conveniente aprire e i dati delle ultime settimane sono inguardabili”, diceva il direttore del Parco. Così, area archeologica nuovamente chiusa la sera ai semplici turisti. Ma aperta agli avventori dell’evento Campari. D’altra parte sono i numeri a suggerire la governance. Chiusure e aperture. Ma i problemi, come spesso accade, sono altri rispetto a quelli evidenziati. Partendo dall’opportunità di riservare il sito archeologico ad un evento commerciale. Come lo è stato a tutti gli effetti “l’aperitivo leggendario” all’ombra dei templi. Con i gonfiabili delle bottiglie giganti dell’Aperol illuminati. Il marchio dell’azienda presente ovunque possibile. Ma non è questa l’unica criticità. Forse neppure la più importante. C’è dell’altro, oltre la mercificazione che a dispetto delle dichiarazioni si continua a praticare anche a Selinunte.

Piuttosto che evidenziare presunti fallimenti ed indiscutibili successi delle differenti operazioni non sarebbe superfluo che la Regione siciliana s’interrogasse, ad esempio, sulla pubblicizzazione di quel che variamente propone. Dello spritz tra i resti antichi hanno parlato media sia nazionali che locali. Alcune radio hanno riproposto l’annuncio dell’evento a cadenze regolari, certamente nella settimana che ha preceduto l’evento. In compenso la notizia dell’apertura serale del Parco è stata data agli inizi di agosto, quando è stata presa la decisione. Poi niente più.

Non significa che il richiamo di un aperitivo offerto in un sito così suggestivo non fosse di per sé maggiore della “sola” visita. Ma di certo il battage pubblicitario lo ha amplificato. Così verrebbe da chiedersi quanti dei turisti che sono transitati in quell’angolo di Sicilia ad agosto e a settembre sapessero dell’opportunità. Domanda destinata a rimanere senza risposta. Per la fortuna di chi non riesce a capire che tutela e fruizione vanno perseguiti con politiche sistemiche. Non con scelte spot. Per questo piuttosto che di un “esperimento fallimentare” sarebbe preferibile definirlo un “esperimento dalla pubblicizzazione fallimentare”. Anche per questo la Sicilia continua ad essere un’eterna incompiuta. Lo spazio delle contraddizioni.

Dove un sito archeologico diventa accessibile sorseggiando un aperitivo ma rimane off limits con una guida tra le mani.