Diritti

Migrazioni, come fermarle

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I gravi episodi di cronaca che si sono registrati nelle ultime settimane forniscono alle forze demagogiche e razziste ottimi pretesti che alimentano l’isteria nazionale sul tema delle migrazioni. Come il cacio sui maccheroni di Salvini & C. i crimini di cui si sarebbero resi responsabili alcuni stranieri e in particolare l’efferato delitto di Catania. Ma sono vari i governi e i partiti che battono sul tasto dell’ostilità ai migranti per guadagnare demagogicamente facili consensi.

Ovviamente ciò non assolve il governo Renzi e l’Unione europea dalle numerose colpe di cui si sono resi responsabili al riguardo. Bisogna tuttavia reagire con calma e dando spazio alla ragione.

Al riguardo ci sono alcuni fatti incontrovertibili. In primo luogo l’ampiezza del fenomeno, da sempre ingigantito da chi ha voluto lanciare quelle campagne demagogiche e razziste. Si tratta di numeri gestibili, con umanità e con fermezza, distinguendo la situazione dei rifugiati da quella dei migranti per cause economiche e garantendo un’accoglienza effettiva a chi ne ha bisogno. Teniamo peraltro presente che la grandissima parte dei rifugiati si concentra tuttora nei Paesi confinanti  e solo una piccola parte riesce ad approdare in Europa, con costi, soprattutto umani intollerabili.

Vanno quindi aperti canali di accesso legale e controllo che sottraggano potere alle mafie degli scafisti che costruiscono il loro business sulle chiusure che sono al tempo stesso illusorie e illegittime (violazione della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e del relativo Protocollo aggiuntivo). Contro l’egoismo di taluni Stati va affermato il principio della solidarietà europea, unificando anche le norme applicabili ai rifugiati a partire dalla proposta elaborata dal Parlamento europeo che su vari punti (quantità dei rifugiati, obbligatorietà della ripartizione fra gli Stati, coinvolgimento del Parlamento, necessità di tenere conto degli interessi e delle preferenza dei richiedenti asilo) differisce in modo sostanziale da quella della Commissione.

In secondo luogo occorre cominciare una riflessione approfondita sulle cause di fondo delle migrazioni. Esse risiedono nei fenomeni di conflittualità militare, violazione dei diritti umani, devastazione ambientale, approfondimento delle diseguaglianze sociali, eliminazione delle fonti di reddito e di sopravvivenza nei Paesi d’origine, provocati dall’attuale modello irrazionale e ingiusto di governo del Pianeta. Enormi sono al riguardo le responsabilità dell’Occidente e dell’Europa in particolare. L’accoglienza dei profughi assume anche l’aspetto di risarcimento di questo debito storico nei confronti dei popoli del Terzo Mondo. Occorre però che il relativo prezzo sia distribuito in modo equo fra le popolazioni dei Paesi europei, costringendo a farsene carico i poteri economici, come ad esempio le multinazionali che sfruttano le risorse dei Paesi poveri, che con le loro politiche sono alla base di questo modello che produce migrazioni. Al tempo stesso va attuato un intervento politico e non militare che vada a risolvere i conflitti. Ad esempio, accogliendo il relativo appello, va aperto un canale umanitario che permetta l’afflusso di aiuti a Kobane, tuttora sottoposta assieme a tutto il territorio circostante alla pressione dell’Isis. Come pure vanno intensificati gli sforzi per giungere a soluzioni pacifiche dei conflitti in Libia, Siria ed Iraq, alla cui base, sia detto per inciso, sono le scelte disastrose compiute negli ultimi anni dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali.

Come ben sapevano i nostri antenati, la scelta di emigrare è sempre traumatica, anche quando si parte, come fecero molti di loro, “solo” perché spinti dalla miseria e dalla strigente necessità di trovare altrove la sopravvivenza negata in patria. Tanto più quando si sfugge dalla guerra, dal terrore e dalla devastazione ambientale che distruggono le vite e le persone. Questa necessità andrebbe pertanto risparmiata a chi la subisce. Ma per far ciò non è utile, anzi è dannosa, la politica dello struzzo di chi nega la realtà e si illude di difendere il proprio benessere sempre minore e più a rischio, erigendo muri e fili spinati o magari bombardando chi cerca asilo. Tutt’al più ciò porterà qualche punto percentuale di aumento dei consensi a Salvini & C. Bisogna invece cambiare il mondo utilizzando anche le migrazioni attuali come leva in questo senso, ad esempio attraverso le rimesse e l’apertura di canali di cooperazione decentrata su vari progetti. E’ un vasto programma ma a ben vedere l’unico che consenta di risolvere il problema.