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Telecom, chi è il socio francese Bolloré e i piani su Mediaset

Il nuovo libro di Fiorina Capozzi, giornalista finanziaria ce ilfattoquotidiano.it, delinea la rete di relazioni del numero uno di Vivendi, interlocutore privilegiato di Matteo Renzi sul tema della banda ultralarga e pronto a investire nel progetto di un gruppo media europeo che coinvolga magari anche il Biscione

Nei palazzi romani corre voce che Matteo Renzi e Vincent Bolloré si siano già incontrati diverse volte per discutere di banda ultralarga in Italia. Se gli obiettivi del governo in tema di fibra sono scritti da tempo nero su bianco, quelli del nuovo socio di Telecom Italia restano però ancora un mistero che si intreccia con il destino di Vivendi, della Mediaset di Silvio Berlusconi e persino della Rai. Nel libro Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei, in versione digitale e cartacea su ordinazione nelle librerie Feltrinelli e Mondadori, Fiorina Capozzi svela i piani dell’industriale bretone che da più di un decennio si muove all’interno del salotto buono di Mediobanca.

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L’autrice, giornalista finanziaria de ilfattoquotidiano.it con alle spalle una lunga esperienza in Francia, ne racconta i primi passi in Italia dopo il rilancio della centenaria azienda di famiglia. Delinea la fitta rete di relazioni tra Parigi e Milano che negli anni portano Bolloré a diventare interlocutore privilegiato di Renzi sul tema della banda ultralarga. Non senza soffermarsi sui colpi finanziari del passato che hanno consentito al finanziere francese di mettere da parte un cospicuo bottino da investire nel progetto di un gruppo media europeo che ruoti attorno a Vivendi e che magari coinvolga anche Mediaset.

Nel libro, di evidente respiro europeo, ritornano figure chiave del capitalismo internazionale come i vecchi banchieri, ormai scomparsi, Antoine Bernheim e Enrico Cuccia o il finanziere-consulente di Berlusconi Tarak Ben Ammar. Fanno poi capolino anche i manager di Mediobanca Alberto Nagel e Renato Pagliaro, al centro di partite centrali per il capitalismo italiano come il riassetto del gruppo Ligresti.

Con l’obiettivo di presentare al pubblico italiano il finanziere francese, Capozzi riesce anche a offrire uno spaccato del salotto buono della finanza e della politica italiana che fa fatica a metabolizzare l’arrivo di nuovi protagonisti stranieri capaci di imporre le loro strategie persino in settori strategici come media e telecomunicazioni. E poi ancora a raccontare come Internet promette di cambiare il mondo dell’informazione e la vita di ogni comune cittadino.

“Nei prossimi mesi Bolloré chiuderà il cerchio nella parte del suo progetto media che riguarda l’Italia – si legge nel libro – Telecom Italia entrerà nell’orbita della galassia Vivendi che sarà il più importante azionista dell’ex monopolista pubblico. Da quel momento in poi il finanziere bretone diventerà centrale nella strategia del gruppo di telecomunicazioni italiano alle prese con grossi investimenti per lo sviluppo della banda larga del Paese”. Riuscirà Renzi a trovare il giusto equilibrio fra i progetti di sviluppo nella fibra essenziali al rilancio dell’economia e i piani dell’ingombrante socio di Telecom, ex monopolista affossato da 29 miliardi di debiti? Nella risposta a questo interrogativo c’è il senso di un libro di grande attualità che racconta le ambizioni di Bolloré in Italia e in Europa, ma anche le evoluzioni che stanno sconvolgendo giornali, tv e l’intero mondo dell’informazione, uno dei pilastri della democrazia occidentale.

Per ora di certo c’è che Bolloré, “l’industriale che sa contare, ha già fatto i suoi calcoli grazie ai quali sarà un protagonista nel futuro panorama media e telecomunicazioni del Vecchio continente”, conclude Capozzi. Lasciando intuire che ben presto, come è accaduto in Francia, il nome del finanziere francese diventerà familiare anche in Italia.