Scienza

Rosetta, attesa per il risveglio del lander Philae: “Dieci occasioni di contatto”

La cometa sulla quale è rimasto 'intrappolato' è abbastanza vicina al Sole perché il veicolo possa ricaricare le batterie dei pannelli solari e fino al 17 maggio la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea sarà nella posizione ideale rispetto alla Terra per trasmettere eventuali segnali

A marzo gli scienziati ci avevano già sperato, ma nei prossimi giorni ci sarà una nuova occasione per il risveglio del lander Philae. All’indomani del rocambolesco sbarco sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, lo scorso 12 novembre, il robottino dell’Agenzia spaziale europea (Esa), era finito in un luogo ombroso e dopo tre giorni aveva esaurito le proprie batterie.

La cometa sulla quale è rimasto ‘intrappolato’ è abbastanza vicina al Sole perché il veicolo possa ricaricare le batterie dei pannelli solari e fino al 17 maggio la sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sarà nella posizione ideale rispetto alla Terra per trasmettere eventuali segnali del risveglio del lander. ”Fino al 17 maggio ci dovrebbe essere almeno 10 occasioni di contatto” dice Cinzia Fantinati, che gestisce le operazioni di Philae per l’Agenzia Spaziale tedesca (Dlr).

La possibilità più allettante è che Philae sia già sveglio ma non abbia abbastanza energia per comunicare, sottolinea Nature che analizza i fattori che potrebbero influenzare il risveglio di Philae. Il lander, prosegue Nature, potrebbe addirittura già star tentando di trasmettere un segnale che Rosetta non riesce ancora a sentire. Per migliorare la possibilità di ascoltare i segnali, Rosetta deve stare a meno di 300 chilometri da Philae, sullo stesso lato della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e con entrambe le antenne allineate.

Anche se i ricercatori sono fiduciosi sul risveglio di Philae, sottolinea Nature, ci sono delle ‘scommesse’ da vincere. Philae è raggiunto dalla luce solare solo 80 minuti al giorno e questo tempo potrebbe non essere sufficiente per ricaricare le batterie. La polvere emessa dalla cometa, inoltre, potrebbe aver coperto i pannelli solari impedendo alla luce solare di riscaldarli.

L’articolo su Nature