Politica

L’Italicum e la settimana delle meraviglie

Altro che nove settimane e mezzo, qui di settimana ne è bastata e avanzata una per far traboccare il bugliolo di materiale pornografico. Gli ultimi saranno i primi, e allora partiamo dal dessert: l’approvazione dell’Italicum ha offerto tanti di quegli spunti orrorifici da pensare ad un sequel del The Rocky Horror Picture Show.

Su tutti troneggia il languido abbraccio tra Gennaro Migliore, uno dei fortunati sopravvissuti grazie al miracolo renziano all’epidemia della sinistra, e Maria Elena Boschi, nostra Signora delle Riforme: ancora ebbri d’Italicum i due si scambiano effusioni che fanno gola ad Alfonso Signorini per la prossima copertina di Chi. Gennaro, da quando ha smesso di mangiare bambini, appare molto più in forma: probabilmente sarà merito della sua nuova dieta variata, che gli ha permesso di mandar giù anche l’Italicum. Italicum e champagne per l’esattezza, quello con cui la ministra ha raccontato di aver brindato (seconda chicca italica), subito dopo l’approvazione della legge, con gli amici più stretti, tra cui il caro Migliore. Champagne per brindare a un incontro, con te che prima eri di Sel…

Rimanendo in tema “meglio cambiare no?”, stavolta il posto da testimonial a Paris Hilton non l’ha rubato Luciana Littizzetto ma la piacentina Paola De Micheli, che a Piazza Pulita si è sperticata per convincerci di aver votato sì all’Italicum non per proteggere il suo posto da sottosegretario all’Economia ma per un rigoroso senso di responsabilità politica; la deputata ci ha anche tenuto a ribadire la sua identità lettiana, insomma come essere renziani senza perdere la lettitudine.

Nel frattempo, mentre Montecitorio ultimava la gestazione della sua creatura, sul fronte lombardo, Fedez e J-Ax venivano identificati a loro insaputa come i Robespierre della guerriglia milanese: a tal proposito meritano una menzione d’onore i deliri di Sallusti su Fedez che reo di lavorare per Sky (quindi per Murdoch) non può essere contro l’Expo. Chiaro no?

Intanto il povero Alfano, a cui non capisco perché si continuino a chiedere spiegazioni che non sarà mai in grado di fornire, dichiara che a Milano è stato evitato il peggio: probabilmente si riferisce alle sue dimissioni, da cui è riuscito a scampare ancora una volta.

E poi c’è la polizia che mostra di soffrire di uno strano disturbo bipolare: a Milano non torce nemmeno un capello ai black bloc che mettono a ferro e fuoco la città, ma un paio di giorni dopo si rifà a Bologna dove carica e manganella un centinaio di manifestanti dei centri sociali. Il ministero degli interni deve avere esaurito le scorte di stabilizzanti dell’umore.

Gli insegnanti invece hanno esaurito la pazienza ed è #lavoltabuona che prendono a pizze qualcuno. Ma che volete che sia, le riforme sono un treno in corsa, e non importa se tutti i passeggeri si buttano dai finestrini per il terrore, l’importante è che l’alta velocità funzioni.