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Roma-Napoli: gli striscioni vergogna e la lezione di dignità della mamma di Ciro Esposito

Sono un tifoso scalmanato, un vero ultrà della signora Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, il supporter partenopeo ferito in un agguato con tanta infamia e odio il 3 maggio 2014 a Roma prima della gara tra il Napoli e la Fiorentina di Coppa Italia. Dopo aver combattuto come un leone, Ciro è spirato il 25 giugno al policlinico Gemelli ma adempiendo a un impegno di verità: riconoscendo Daniele De Santis, alias Gastone, come colui che a sangue freddo gli sparò.

Antonella è una donna mite che ha capovolto odiosi luoghi comuni, rotto convenzioni e offerto umanità e parole serene di fronte a fatti tragici accompagnati da tanta cattiverie e falsità. Si pensi alla battaglia legale e alle fandonie messe in giro ad arte per dipingere agli occhi dell’opinione pubblica, il povero Ciro come un incallito farabutto o componente di una gang para camorristica. E non c’è mai fino al peggio.

Ieri nel corso della partita di cartello Roma-Napoli, allo Stadio Olimpico sono apparsi in curva Sud, striscioni offensivi, minacciosi, calunniosi contro la dignità, l’onestà e la serietà della signora Antonella e della storia che rappresenta. Prima i corsi razzisti nell’invitare il Vesuvio a lavare i napoletani con il fuoco poi gli striscioni della vergogna. “Che cosa triste, lucri sul funerale con libri e interviste”; “Dopo il libro…il film”, “Daniele è con Noi” e poi “C’è chi piange un figlio con dolore e moralità e chi ne fa un business senza dignità. Signora De Falchi onore a te”. E lei Antonella con fermezza, soavità, serenità ha solo detto: “Non tutti hanno la stessa testa e principi. Pregherò per loro, affinché Dio possa cambiare i loro cuori. Continuerò la mia lotta al di là di quello che possono dire”.

Questa è la cronaca dei fatti. Qualche riflessione è d’obbligo. Chi ha permesso ai varchi d’accesso della curva Sud dell’Olimpico di far passare striscioni di quel genere? Chi era in servizio? Perché non si avvia un procedimento di inadempienza nella gestione dell’ordine pubblico? Perché non si isolano e si puniscono gli ultras estremisti del tifo giallorosso con un Daspo esemplare? Ricordo che il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva varato all’indomani della morte di Ciro dei provvedimenti per blindare gli stadi, cacciare il tifo violento ed estremista e far ritornare le famiglie sugli spalti: a che punto è la svolta, se di svolta si può parlare?

Ma soprattutto la società dell’As Roma con l’intera squadra e allenatore prendano con nettezza le distanze da criminali che si nascondono dietro il paravento del tifo. E poi Francesco Totti, bandiera giallorossa e capitano della squadra lanci un segnale di discontinuità, di rottura e dimostri vicinanza alla famiglia Leardi. Il gioco del calcio, gli stadi ormai sono detonatori, calderoni dove odi, pulsioni aggressive, rancori prendono il sopravvento diventando una miscela esplosiva.

Ritorno ad Antonella Leardi con il dolore nel cuore senza mai perdere lucidità, buonsenso guarda e vede con sguardo disincantato, disilluso ciò che accade e con una grande forza d’animo continua a perdonare, continua a usare parole misurate, continua a non perdere la speranza che le cose davvero possano cambiare. Una grande lezione contro la banalità del male. Ecco solo una mamma e aggiungo di Scampia, trova e mostra una forza così. Ciro è davvero fortunato ad avere una donna così come madre. Ciro Vive!

Twitter @arnaldcapezzuto