Cinema

Fino a qui tutto bene, Roan Johnson e il suo nuovo film: “Una rocambolesca avventura produttiva”

Il regista e sceneggiatore, londinese di nascita e romano di adozione aveva in mente una storia semplice, divertente, perfetta per essere interpretata da un piccolo gruppo di giovani attori come una moderna Armata Brancaleone

Tutto è nato nell’estate del 2013, quando Roan Johnson ha concretizzato l’idea di Fino a qui tutto bene, il film che avrebbe voluto girare di lì a poco tempo. Il regista e sceneggiatore, londinese di nascita e romano di adozione, conosciuto dal grande pubblico per I primi della lista, film del 2011 con Claudio Santamaria, aveva in mente una storia semplice, divertente, perfetta per essere interpretata da un piccolo gruppo di giovani attori.

La storia ha convinto gli autori, il cast e la troupe del film, che hanno sposato l’idea diventando tutti co-produttori del progetto. Una troupe composta da pochi elementi, unita e motivata che è riuscita a racimolare i finanziamenti, portando al minimo le spese e abbattendo ogni costo superfluo. Un film prodotto coralmente, così come saranno divisi gli introiti, assegnati in base al lavoro offerto per mettere in piedi il lungometraggio.

La storia parte dall’ultimo weekend di cinque ragazzi che hanno studiato e vissuto nella stessa casa, mangiando assieme, scontrandosi, innamorandosi e passando intere nottate sui libri, tra feste, gioie e dolori. Ma quel momento così divertente e allo stesso tempo protetto, sta per giungere al termine e i protagonisti dovranno assumersi le loro responsabilità.

Vincenzo, Paolo, Ilaria, Andrea e Francesca, interpretati rispettivamente da Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla e Melissa Anna Bartolini, prenderanno strade diverse, andando incontro a scelte che cambieranno quell’idilliaco equilibrio. Alcuni rimarranno nella propria città, altri sceglieranno di partire per lavorare all’estero. Il film racconta proprio questo, gli ultimi tre giorni di cinque amici che hanno condiviso il momento probabilmente più bello e intenso della loro vita, che difficilmente dimenticheranno.

“Nel 2013, l’Università di Pisa mi chiese di fare un documentario e mi sono sorpreso ad ascoltare ragazzi che, anziché lamentarsi per la crisi, avevano un atteggiamento di sfida. Propensi a rilanciare, piuttosto che ad arrendersi. Per questo, quando ci è venuta l’idea per raccontare la fine di quel periodo protetto e acerbo, anziché seguire il classico percorso che ci avrebbe portato a sentirci dire che avremmo dovuto aspettare, che i soldi erano finiti, che avremmo dovuto scendere a compromessi produttivi, abbiamo deciso di fare da soli, di non arrenderci, di puntare in alto.” così Johnson ha raccontato il progetto, definendo il gruppo di amici e colleghi che hanno realizzato il film una moderna “Armata Brancaleone“. “Questo film sull’amicizia è stato fatto grazie agli amici, alcuni professionisti del settore, altri semplicemente amici. Gli attori dormivano nella casa in cui stavamo girando così da essere davvero coinquilini e questo clima ci ha fatto diventare i personaggi del film”.

Presentato alla nona edizione del Festival internazionale del film di Roma, questa innovativa avventura produttiva, che vanta anche l’amichevole partecipazione di Isabella Ragonese, arriverà in sala dal prossimo 19 marzo, grazie a Microcinema Distribuzione.

La clip in esclusiva per il fattoquotidiano.it

Il trailer