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Consob, la legge sui concorsi pubblici non vale per Giuseppe Vegas

La sorprendente risposta della Commissione a chi, pur avendo superato le selezioni regolari, ha dovuto cedere il passo ai funzionari chiamati direttamente dal presidente

Che le Authority indipendenti godano di un particolare status è cosa nota. Più curioso che tra queste ve ne sia una “più indipendente” delle altre, al punto da non ritenere applicabili per sé norme di legge che riguardano invece tutte le pubbliche amministrazioni, Authority comprese. A lasciare di stucco però è il fatto che solerti funzionari questa cosa non si siano limitati a teorizzarla al bar, ma l’abbiano messa nero su bianco, protocollata e inviata per raccomandata a chi cerca di far valere i propri diritti. Stiamo parlando della Consob, l’autorità di vigilanza sui mercati e sulle società, che nella sua non lunghissima storia (40 anni giusti giusti) ha conosciuto più bassi che alti (basti pensare all’epoca di Franco Piga e di Bruno Pazzi), ma mai come oggi è stata sul punto di trasformarsi in una vera e propria satrapia personale.

Di cosa stiamo parlando? Di assunzioni naturalmente. Prima dell’estate era scoppiato il bubbone della stabilizzazione di 43 precari tra cui alcuni dei principali collaboratori del presidente Giuseppe Vegas assunti in Consob a chiamata diretta. Tra questi, Francesca Amatauro (capo dell’Ufficio di presidenza), Gabriele Aulicino (capo dell’Ufficio attività parlamentare) e Luca Cecchini (Ufficio stampa). Per costoro il 31 maggio scorso la Consob, (o meglio Vegas) ha bandito una specie di “concorso”, vale a dire un esame-colloquio per l’inquadramento in ruolo. Un atto illegittimo secondo i sindacati interni anche perché avrebbe dovuto essere preso collegialmente dalla Commissione (all’epoca peraltro “monca”, in quanto composta solo da un commissario e dal presidente) così come collegialmente avrebbe dovuto essere nominate le commissioni esaminatrici, incaricate invece da Vegas il 9 giugno con un proprio provvedimento. I sindacati hanno chiesto a gran voce un concorso pubblico aperto a tutti, ma a ben vedere i concorsi per la Consob si sono già svolti e, secondo la normativa, alla pubblica amministrazione corre l’obbligo di far scorrere le graduatorie la cui validità è triennale.

In altre parole, occorre assumere – se ancora disponibile – chi è risultato idoneo nei precedenti concorsi prima di indirne di nuovi. Lo stabilisce la legge 125 del 2013 che si applica anche alle Authority indipendenti in quanto facenti parte della pubblica amministrazione. Eventuali dubbi sull’applicabilità della norma sono stati chiariti da una sentenza della Consulta ( la n.7 del 2014) e da due sentenze del Consiglio di Stato, cui non a caso si sono immediatamente adeguate l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni e l’Authority per l’Energia. La Consob invece no, al punto da opporre per raccomandata a chi è risultato idoneo nei precedenti concorsi la singolare interpretazione che “l’art. 4 comma 3 della Legge n.125 del 30 ottobre 2013 (quello che attesta l’obbligo di scorrimento delle graduatorie, ndr) non risulta applicabile alla Consob che – in quanto Autorità amministrativa indipendente – non è compresa nel novero delle amministrazioni pubbliche destinatarie delle previsioni ivi contenute”. Comma che – basta leggerlo, è chiarissimo – si applica invece a tutte “le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, gli enti pubblici non economici e gli enti di ricerca”. Dunque? Agli idonei dei concorsi Consob possiamo suggerire di cambiare cognome in modo da poter contare su una chiamata diretta del satrapo-presidente Vegas, come accaduto nel caso di Clementina Scaroni, figlia dell’ex amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni. In alternativa, non resta che dare incarico a un legale, visto che lo Stato non ci pensa proprio a far valere in autonomia le sue leggi.