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Tavecchio che avanza: largo ai giovani e alla bella Hawaiana

Da unico frutto dell’amor a frutto del peccato. Continua la polemica dopo la gaffe razzista di Tavecchio, la scivolata sulla buccia di banana del candidato alla presidenza della Figc ha creato un caso politico riportato anche dalla stampa internazionale. “Clamoroso autogol, ma rispettiamo l’autonomia della Federcalcio” così il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Da una parte Partito Democratico e Sel che chiedono un passo indietro – “Il caso non dovrebbe nemmeno essere in discussione: la sua candidatura semplicemente non può essere presa in considerazione” dice la vice segretaria dei Democratici, Debora Serracchiani – dall’altra Forza Italia  – Daniela Santanchè: “Alla sinistra è andato di traverso il brivido patriottico di Tavecchio” –  e Lega Nord – “Renzi occuperà di diritto anche la poltrona di Presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio. Da domani banane vietate per legge in tutti i negozi” ironizza Matteo Salvini – che considerano la polemica esagerata.

Carlo Tavecchio intanto prova a rimediare alle dichiarazioni fuori luogo – “Qui fanno i titolari quelli che prima mangiavano le banane” – e si difende:
“Se qualcuno ha interpretato il mio intervento come offensivo, me ne scuso. Tra l’altro la mia vita è improntata all’impegno sociale, al rispetto delle persone, tutte, e al volontariato, in particolare in Africa”. Immediata la risposta dell’ex ministro dell’integrazione Cecile Kyenge: “Atteggiamento paternalistico nei confronti di chi si pensa inferiore e da civilizzare”.

“Accetto tutte le critiche – aggiunge Tavecchio – ma non l’accusa di razzista perché la mia vita testimonia l’esatto contrario. Nel mio discorso in maniera impropria, e per questo mi scuso ancora una volta, mi riferivo al fatto che sono a favore dell’integrazione, ma al contempo rinnovo la necessità di scoraggiare l’utilizzo di calciatori che non migliorano la qualità del nostro campionato. Come scritto nel mio programma elettorale, se sarò eletto Presidente della Figc, la federazione condurrà una politica fattiva contro ogni discriminazione”.

La partita politica è appena cominciata. A fare da arbitro non ci sarà né l’Uomo Del Monte né Dani Alves ma la Fifa, che ha chiesto alla Figc di aprire un’indagine sulle parole razziste pronunciate dal favorito nella corsa per la poltrona lasciata vuota da Abete. Dopo il plebiscito in assemblea di Lega per il Tavecchio che avanza ora qualche club di serie A comincia a prendere le distanze dal candidato classe 1943 e dalla Repubblica delle Banane, almeno a parole, in attesa delle elezioni previste per il prossimo 11 agosto.

Adesso largo ai giovani, alla bella Hawaiana e all’unico frutto dell’amor. Si spera. Ma occhio a non scivolare.