Cucina

Cucina: quei piatti un po’ vintage

Non lo sapevo. L’ho scoperto dalla tv, dalle parole di alcuni dei tanti pseudo chef che proliferano sui canali televisivi nei programmi che “parlano” di cucina. Piatti come l’insalata russa, le fettine alla pizzaiola, le uova con tonno e maionese, il pesce finto, l’insalata di riso, il vitel tonnè, la scaloppina al limone, il gateaux di patate e il minestrone sono diventati di colpo così vecchi e demodè da poter essere iscritti nell’Albo delle Ricette Storiche…Ma sono impazziti??? Ma quale vintage e vintage, sono piatti tradizionali della cucina di casa, quella quotidiana, fatta dai prodotti di stagione e del mercato, fatta con i soldi che restano nel portafoglio, alla faccia di zuppe pronte, piatti surgelati e pizza take-away.

Nelle ultime due settimane li ho mangiati quasi tutti e, almeno un paio, li ho fatti io! Certo, ormai fa “chic” parlare solo di topinamburtofu, funghi shiitake, quinoa seitan, di chutney, di coulisconcassè o confit di pomodori ma non dobbiamo mai dimenticare che chi cucina a casa (e parliamo di mettersi ai fornelli per far da mangiare ad un’intera famiglia) spesso, e volentieri, alcuni prodotti non sa proprio dove trovarli e, nel caso contrario, non può neanche permetterseli e quindi opta (…come se avesse scelta) per le patate al posto del topinambur, i funghi restano senza shiitake, il pomodoro torna ad essere una semplice dadolata mentre il seitan continua ad essere solo il nome di un fumetto giapponese…

Sarà buono lo stesso??? Certo che sì! Nei piatti cucinati dalle mamme e dalle nonne sono conservati secoli di sapere, tramandato di generazione in generazione: ricette che valorizzano ingredienti poveri, che preservano la deperibilità dei prodotti, che “fanno festa” in tavola anche quando non si potrebbe.

La verità è che ogni volta che vado a pranzo da mia mamma – cuoca da cento stelle – non rinuncio al mio personale traffico di avanzi (se così si possono chiamare) che finiscono in una moltitudine di contenitori di plastica che, partiti vuoti da casa mia, tornano traboccanti di vecchi sapori e pieni di ricordi, per la gioia degli amici che la sera vengono a casa mia a ripulire tutto…

Va bene l’innovazione e le ricette straniere ma poi, chi lo dice a mia madre ultrasettantenne che lei e i suoi piatti sono diventati “vintage” e che i venerdì di quaresima (quelli di magro per intenderci) non può più mangiare le sue uova sode ripiene di tonno, capperi e maionese, accompagnate da una super vintage insalata russa?

E io, cosa metterò nella mia doggy bag??