Media & Regime

Renzi vs Grillo. La catarsi dello streaming

Non voglio fare la predica dicendo a Grillo che non ha rispettato il volere del “suo popolo”, rifiutando il dialogo e preferendo turpiloquiare a ruota libera. Ognuno fa le sue scelte e si gioca le proprie carte come vuole. Molti dicono che sia un autogol, ma io non credo, penso sia una mossa per compattare il proprio elettorato. Semmai è l’elettore indeciso che rimane spiazzato e anche un po’ spaventato da questo genere di cose, gli altri si esaltano. Evidentemente questo era il momento di serrare le fila. Strategie.

Quello che voglio dire invece è che il modo di comunicare in politica sta subendo una forte involuzione. I leader tendono ad utilizzare la tv (e la rete) sempre più come mezzo per veicolare un messaggio superficiale, unilaterale e ideologico (“noi vogliamo cambiare il sistema”, il “potere marcio da abbattere”, la divisione tra “credibili e non credibili”, “i beni pubblici”, la “lotta alle banche”) togliendo qualsiasi spazio all’approfondimento, alla noia delle spiegazioni.  Così è più facile perché tutti possiamo prendere subito posizione, possiamo tifare senza bisogno di riflettere.

Ed è per questo che chiediamo lo streaming, perché abbiamo bisogno di urlare al  nostro campione nell’arena che è stato il più feroce. E’ per questo che abbiamo bisogno di sapere subito i nomi dei ministri, senza chiederci quali politiche poi dovranno attuare. E’ per questo che vorremmo sapere, appena nato il governo, già la data della sua caduta.

Lo streaming è uno show dove non serve il biglietto né tantomeno la prevendita, uno spettacolo costruito che nulla ha a che fare con la realtà. Finzione insomma. E’ evidente che nulla di quello che abbiamo visto sarebbe successo se non ci fossero state le telecamere, se non ci fosse stato un pubblico da abbeverare. Ci sarebbe stato un dialogo duro ma vero, e nessuno avrebbe avuto il bisogno di interrompere l’interlocutore. Il risultato finale sarebbe stato, certo, sempre il solito no alla fiducia, ma sarebbe stato reale.

E’ come guardare un reality. Pensiamo di vedere finalmente nell’intimo delle persone, di conoscere come sono davvero in privato, in realtà vediamo solo il loro lato esibizionista, spaccone e grottesco. Ed è per questo che non cambiamo canale. 

@lorerocchi