Politica

Crisi e politica: il capitano affonda con la sua nave

Da tempo ho smesso di seguire in modo assiduo la politica perché quotidianamente i media ci portano in primo piano lo stesso sipario come fossero argomenti che riguardassero tutti i cittadini: il processo di Berlusconi, i Ligresti, l’Alitalia, ecc…; E’ l’immagine di un paese alla deriva (in tutti campi), in balia del sistema economico mondiale incapace di tracciare una rotta che necessita di un vero comandante con un vero equipaggio. Ciò mi fa pensare al cap. Edward Smith, comandante del Titanic, ed al comandante Schettino. « Le capitaine sombre avec son navire » in  italiano “il capitano affonda con la sua nave”.

E’, come riporta Wikipedia, un concetto che vede il capitano come il soggetto che ha la responsabilità ultima della nave e cita come esempio positivo il cap. Edward Smith affondato con il Titanic; il contrario di quanto avrebbe fatto, a quanto pare, è il comandante Schettino.

Facendo un paragone con quanto capita nel nostro paese, senza voler offendere il comandante Schettino che certamente avrà provato la sua indubbia professionalità, la nostra classe dirigente è assimilabile a quest’ultimo.

Davanti ad un paese che affonda di fronte alla crisi economica tutti raccontano delle bugie e nessuno vuol prendersi le proprie responsabilità; tutti le scaricano sui loro compari: “E’ colpa del tuo governo…, è colpa dell’Europa…, è colpa della Bce…, ecc”; a livello locale: ”è colpa del governo…, è colpa della regione …, ecc.). Nessuno ammette le proprie colpe, la propria incapacità (o malafede) e si dimette da un posto che indegnamente occupa. Nessuno tocca i propri privilegi (abbiamo già ridotto i nostri emolumenti, abbiamo già dato) e quelli dei loro amici (tanto non hanno influenza sul deficit sono poche centinai di milioni…).

Nessuno ha mai tracciato una rotta credibile e realizzabile verso lo sviluppo; le previsioni dei vari governi si sono rivelate completamente false (anche se redatte da tecnici bocconiani) e sono stati solo i cittadini a pagarne lo scotto. Paragonando la crisi attuale con quella del ’29 gli Stati Uniti operarono delle politiche di tipo keynesiano che sfociarono nel “New Deal” mentre la Germania propose l’austerità che sfociò nel nazismo.

Non si capisce perché l’Europa e l’Italia debbano seguire una politica così suicida: l’austerità al posto degli investimenti. Si vuole forse fomentare la nascita di partiti estremisti ed una terza guerra mondiale?

L’Fmi, l’Europa,  la Bce, il nostro paese, i nostri comuni, le nostre regioni hanno bisogno di una classe dirigente formata da capitani coraggiosi come Edward Smith che sappia tracciare responsabilmente la rotta verso lo sviluppo e la crescita economico e sociale. Purtroppo però, senza offendere il comandante Schettino, i nostri comandanti sono tutti come lui incapaci di vedere gli scogli su cui ci si arena e pronti ad abbandonare la nave portati in salvo dalla scialuppa dei loro privilegi, che non si possono toccare perché sono diritti acquisiti, mentre la nazione affonda.

di Georges Dalle

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