Cronaca

Busto Arsizio, tra i denunciati per i cori razzisti c’è un assessore leghista

Tra i sei indagati per i "buu" razzisti a Boateng nel corso dell'amichevole tra Pro Patria e Milan c'è Riccardo Grittini, esponente della Lega Nord che si occupa di sport e politiche giovanili nel comune di Corbetta. Intanto il ministro Cancellieri esclude la sospensione delle partite per episodi di razzismo che riguardino "un numero limitato di persone"

Tra gli autori dei “buu” che hanno spinto il giocatore del Milan, Kevin Prince Boateng, ad abbandonare l’amichevole di giovedì scorso tra Pro Patria e Milan, c’è anche un giovane assessore della Lega. Riccardo Grittini, assessore allo Sport e alle politiche giovanili del comune di Corbetta, in provincia di Milano, risulta infatti tra i sei indagati per i cori razzisti allo stadio di Busto Arsizio.

Grittini, 21 anni, è stato nominato assessore lo scorso autunno. Sportivo fin da bambino, studia Scienze motorie all’Università Cattolica di Milano e difende la porta della squadra della sua città. Il sindaco di Corbetta lo definisce “Un bravo ragazzo, una persona perbene” e dice di averlo sentito “affranto e distrutto” domenica scorsa al telefono. Il giovane assessore, secondo quanto riportato dal primo cittadino, avrebbe definito “una goliardata” l’episodio di giovedì, non diverso da quanto accade ogni domenica negli stadi di tutta Italia.

Il nome di Grittini, insieme a quello di altri cinque tifosi, è stato individuato dalla Digos e dalla Questura di Varese grazie ai filmati delle telecamere che hanno ripreso allo stadio nel corso dell’amichevole. Tutti hanno tra i 20 e i 28 anni e sono tifosi abituali della Pro Patria, ma non appartengono a gruppi di tifosi organizzati.

In mattinata, intanto, Anna Maria Cancellieri è tornata sulla vicenda parlando ai microfoni di Radio 24. Il ministro dell’Interno ha di fatto escluso la prospettiva di sospendere le partite, a meno che negli episodi di razzismo non sia coinvolto un numero consistente di persone: “La direttiva è essere molto duri. Occorre una ferma presa di posizione dell’arbitro che però deve individuare al momento il tipo di manifestazione che accade. Se la cosa riguardasse un numero limitato di persone bisogna agire su quelle persone ma non arrivare alla sospensione della partita perché potrebbe creare problemi di ordine pubblico molto seri”.