Mafie

Libro-dvd del Fatto: “1992-2012. Due anni di stragi. Venti di trattativa”

Da oggi in edicola un'opera che rilegge una stagione sanguinosa. E il suo lungo strascico di vergogna per le verità che ancora mancano. Con i contributi di Gian Carlo Caselli, Nando Dalla Chiesa, Peter Gomez, Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza e Sandra Amurri

Un giorno, gli uomini dello Stato e gli uomini della mafia strinsero un patto. Il racconto può cominciare”, scrive Antonio Padellaro nella prefazione al libro curato da Giampiero Calapà, Marco Lillo e Paola Maola: “19 Luglio 1992-19 luglio 2012 Due anni di stragi Vent’anni di trattativa”. Libro che potrà essere acquistato in edicola con il dvd di brani tratti da “19 luglio 1992. Una strage di Stato” di Marco Canestrari e Salvatore Borsellino con l’Associazione “Le Agende Rosse” e “Sotto Scacco” di Udo Gümpel e Marco Lillo” e interventi di Marco Travaglio.

Non si tratta di un esercizio commemorativo, bensì della rilettura di quella stagione che ha insanguinato l’Italia e continua a ricoprire il Paese di vergogna con la sua mancata verità, attraverso articoli di Gian Carlo Caselli, Nando Dalla Chiesa, Peter Gomez, Marco Travaglio, Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza e di chi scrive. Arricchito dall’inserto “Immagini di una vita”, foto tratte dai vari album della famiglia del giudice Borsellino donate al Fatto dal figlio Manfredi, dirigente del commissariato della Polizia di Stato di Cefalù, che, queste sono le sue parole, “raccontano un Paolo Borsellino fuori dalle aule giudiziarie e dai Palazzi dei “veleni”, immerso, direi quasi felicemente inghiottito, nei momenti familiari più intimi, circondato dalle “sue” donne, le mie sorelle e mia madre, dai suoi colleghi e collaboratori, che mano a mano, anno dopo anno, gli morivano intorno. Raccontano la semplicità e la normalità di un marito che aveva nella sua donna, mia madre, la sua principale “tifosa”, colei che anche nei momenti più drammatici lo spronava ad andare comunque avanti, consapevole che senza il suo sostegno mio padre sarebbe morto prima di morire”. Padre “di tre figli, cresciuti tutti a ‘pane e ideali’, amati senza mai risparmiarsi”.

Un libro denso di quell’umanità che arricchisce le figure e non le riduce; di inchieste, ricostruzioni oneste dei fatti che permette di rileggere quegli anni, alla luce dei nuovi clamorosi sviluppi emersi dall’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia con gli occhi della consapevolezza dell’oggi come la conversazione tra Nicola Mancino e Marco Travaglio avvenuta l’11 ottobre del 2009 quando l’ex vicepresidente del Csm al termine di una puntata di Annozero telefonò al collega per chiarire: “Io il primo luglio 1992 non ho parlato con Paolo Borsellino, non so più come dirlo. Forse gli strinsi la mano, fra le centinaia di persone che si congratulavano per la mia nomina a Ministro dell’Interno, ma non gli parlai”. Mentre Paolo Borsellino nella sua agenda grigia, dove appuntava le spese e gli incontri – acquisita dalla Procura di Caltanissetta, (pubblicata a pag 131 del libro ) – il 1° luglio scrive: ore 15 Dia (dove stava interrogando il collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo), ore 18.30 Parisi (allora Capo della Polizia), ore 19.30 Mancino, ore 20 di nuovo Dia (per concludere l’interrogatorio di Gaspare Mutolo) ed infine Fiumicino-Punta Raisi. Il libro comprende, inoltre, il testo teatrale “Noi e Loro. Dialogo immaginario tra Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” scritto dalla Presidente di sezione del Tribunale di Trapani, Alessandra Camassa, allieva del giudice morto in via D’Amelio e amica di Falcone che si svolge “in un luogo chiamato “Casa degli uomini eletti” dove si può trovare chi si è distinto per coraggio onestà dedizione al lavoro acume ma, non necessariamente, uomini perfetti. Dunque non è il Paradiso”.

Mentre il dvd, in 115 minuti fa rivivere attraverso il racconto struggente di Salvatore Borsellino e la lettura, con voce rotta dalla commozione, di Claudio Gioè della lettera di Manfredi Borsellino, i momenti più drammatici che seguirono all’esplosione della bomba in via D’Amelio. Dvd in cui Marco Travaglio racconta la storia delle tre trattative in sequenza logica per comprendere come ciò che è accaduto prima della strage di via D’Amelio ed è proseguito fino al ’93, anno di nascita di Forza Italia, con le bombe di Milano, Firenze e quella inesplosa allo Stadio Olimpico, sia legato da un unico filo.

Da Il Fatto Quotidiano del 12 luglio 2012