
Analizzando i medaglieri degli ultimi 18 anni, emerge il quadro di un paese in cui lo sport è in costante ascesa dal 2008
Il terzo posto dei Paesi Bassi sul podio del medagliere complessivo dell’Olimpiade di Milano–Cortina è la vera novità del panorama sportivo mondiale. Precisato che l’Olanda ha conquistato i suoi venti “metalli” in due specialità, pattinaggio di velocità e short track, resta l’anomalia di una nazione in cui solo il 50% per cento dei 41.453 kmq supera il metro sopra il livello del mare e quasi il 26% è addirittura al di sotto. Il punto più elevato, a chiudere il cerchio, è il Vaalserberg, alto 321 metri, nell’estremo sud-est.
Un’analisi più ampia fa emergere il quadro di un paese in cui lo sport è in costante ascesa dal 2008: questo raccontano i medaglieri delle Olimpiadi estive e invernali. Partiamo dalle prime. A Pechino 2008, la spedizione olandese si classificò al posto numero 12 del medagliere, con la conquista di 7 ori, 5 argenti e 4 bronzi, totale 16 podi. Quattro anni dopo, Londra 2012, un passo indietro nella graduatoria generale (13° posizione), ma incremento di medaglie: 6 ori, 6 argenti e 8 bronzi, totale 20. A Rio 2016, nuova crescita: 11° posto, con 8 ori, 7 argenti e 4 bronzi. Il grande balzo in avanti si è avuto a Tokyo 2020, in scena nel 2021 causa-Covid: 7° posizione, con 10 ori, 12 argenti e 14 bronzi. Ancora meglio Parigi 2024: 6° posto, con 15 ori, 7 argenti e 12 bronzi.
Nei Giochi invernali di Vancouver 2010, l’Olanda chiuse in 10° posizione: 4 ori, 1 argento e 3 bronzi, per un totale di 10 medaglie. A Sochi 2014, l’exploit: 5° posto, con 8 ori, 7 argenti e 9 bronzi. Quattro anni dopo, in Corea, 5° posto confermato: 8 ori, 6 argenti e 6 bronzi. Bene anche Pechino 2022: sesto posto, con 8 ori, 5 argenti e 4 bronzi. A Milano–Cortina, l’apoteosi: Paesi Bassi terzi, dietro a Norvegia e Usa. Il boom dell’Olanda è legato a diversi fattori, ma quello principale si riassume in una parola: cultura. Lo sport è una delle componenti fondamentali della vita quotidiana.
La scuola, il sistema sociale e la sanità sono le fondamenta di una nazione dove i due terzi della popolazione complessiva – 18 milioni – praticano attività motoria e dove sono presenti oltre 35 mila club. Nei programmi scolastici, lo sport occupa una posizione di rilievo e non di retroguardia come accade, per esempio, in Italia. Lo sport è anche un elemento di coesione sociale: la digitalizzazione, attraverso WhatsApp, ha creato una rete nazionale che collega e facilità i rapporti. Il sistema sanitario da almeno vent’anni spinge la popolazione a praticare attività motoria: nei Paesi Bassi erano infatti in crescita obesi e alcolisti.
In questo quadro si è inserito, nel 2022, il “Piano Strategico dello Sport Olandese 2032”, elaborato dal Comitato Olimpico nazionale. Si tratta di un ambizioso programma decennale, con l’obiettivo di incoraggiare il 75% della popolazione a praticare sport almeno tre volte a settimana entro il 2032, per un totale di 12 milioni di persone. Tra le attività, sono comprese camminate, escursione e “pedalate”, queste ultime favorite da un sistema di ciclabili tra i migliori nel mondo. “Il nostro obiettivo – si legge nel report illustrativo di 29 pagine – è quello di diventare la nazione più sportiva entro il 2032.
Vogliamo creare una società in cui tutti (il 100% della popolazione) si sentano benvenuti in un ambiente sportivo sicuro, sano e inclusivo e in cui il 100% dei giovani coinvolti nello sport abbia accesso a funzionari, istruttori, allenatori e/o coach qualificati. Una volta all’anno, valuteremo se siamo sulla giusta strada, se abbiamo fatto progressi sufficienti, se stiamo utilizzando la strategia giusta o se, invece, sia necessario apportare alcuni aggiustamenti”.
I dati di partenza del 2022 erano già incoraggianti. La percentuale di persone nei Paesi Bassi che seguivano lo sport attraverso i media variava dal 55% al 60%. Anche la fruizione diretta forniva numeri interessanti: nel 2018, i Paesi Bassi, il 21% della popolazione partecipava a un evento sportivo almeno una volta al mese.
Nel Piano Strategico per lo Sport Olandese 2032 sono stati fissate sei aree strategiche: 1) miglioramento della qualità della pratica sportiva; 2) cultura sportiva etica e inclusiva; 3) alto livello di collettività all’interno del settore; 4) ulteriori investimenti finanziari sostanziali; 5) cooperazione con altri settori, basata su un’ambizione condivisa; 6) valore pubblico dello sport, visibile e misurabile. “Questo piano delinea la nostra strategia di implementazione – si legge nel report -. Svilupperemo otto linee d’azione e saranno definite un certo numero di priorità, che potranno però cambiare se le circostanze lo richiederanno”.
Oggi lo sport è il fiore all’occhiello di una nazione dove l’instabilità politica ha prodotto quattro elezioni in otto anni e dove, al rientro in patria, i medagliati olandesi hanno trovato, dopo 117 giorni di negoziati, un nuovo premier – Rob Jetten, 38 anni, il più giovane della storia dei Pesi Bassi – e un nuovo governo, composto da tre partiti (liberali progressisti, cristianodemocratici e liberali di centrodestra). Lo sport sta però fuori da certi giri ed è questa, forse, un’altra delle chiavi del boom olandese.