
Sul podio finale di Milano-Cortina 2026, secondo il metodo di calcolo tradizionale, ci è finita l'Olanda dietro a Norvegia e Usa. L'Italia ha chiuso quarta, beffata da un solo argento
Prima la Norvegia, secondo gli Stati Uniti, terza l’Italia. A guardare il medagliere finale delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 pubblicato dal New York Times, sembra che il più importante quotidiano al mondo abbia commesso un errore. Per quasi tutto il pianeta, infatti, sul podio del medagliere c’è l’Olanda, che purtroppo ha superato la spedizione azzurra proprio agli sgoccioli dei Giochi, grazie al doppio oro conquistato nelle mass start del pattinaggio di velocità. Il New York Times però non ha sbagliato e lo stesso medagliere, con l’Italia terza, appare praticamente su tutte le testate americane. Il motivo della classifica diversa è semplicemente dovuto a un modo diverso di conteggiare le medaglie vinte.
Il Cio infatti non ha mai previsto e istituzionalizzato un medagliere delle Olimpiadi. La classifica tra Paesi è di fatto un’invenzione giornalistica, che poi si è trasformata in una prassi consolidata. Non esistono però regole universali. Convenzionalmente, in Italia e in Europa, i Paesi vengono ordinati in base al numero di medaglie d’oro vinte. In caso di parità di ori, contano gli argenti. In caso di ulteriore parità, si vanno a guardare le medaglie di bronzo. Per questo motivo, l’Italia è quarta nel medagliere di Milano-Cortina: ha vinto gli stessi ori dell’Olanda, ma è stata beffata per un argento in meno.
Negli Stati Uniti invece è più comune utilizzare come criterio principale il numero complessivo di medaglie vinte. Quindi, in base a questa logica, l’Italia è davanti all’Olanda perché ha conquistato 30 podi, ben 10 in più rispetto ai Paesi Bassi, che infatti sprofondano in nona posizione. Di questo ordinamento beneficia anche il Giappone, che sale al quinto posto con 24 podi ma “solo” 5 ori. Solo in caso di parità tra le medaglie complessive, vengono considerati gli ori come secondo criterio.
In definitiva, il calcolo europeo premia i Paesi che hanno più vittorie, mentre il metodo americano sottolinea di più la profondità di un movimento. Da qualunque punto di vista la si guardi, comunque, per l’Italia restano delle Olimpiadi invernali da record: mai avevamo conquistato 10 ori e 30 medaglie complessive.