
Un design che unisce "passato e presente" scrive il club bianconero, ma sui social c'è chi la critica, chi prende in giro la società e chi invece apprezza
“Il design unisce passato e presente, tradizione ed evoluzione. Stessi colori, sempre bianconero”. Così la Juventus ha presentato la quarta maglia per la stagione attuale. “Ripensare le strisce, preservandone pienamente il significato”, scrive il club bianconero sul proprio sito ufficiale. E il punto sta proprio nel “ripensare le strisce“: perché quelle orizzontali con numeri in colore rosso hanno scatenato il web.
Da una parte i tifosi della Juventus, che accusano la società. Dall’altra i tifosi delle squadre rivali, che prendono in giro la Juventus per la somiglianza con le “divise dei carcerati“. Sono tantissimi infatti i commenti sotto il tweet ufficiale della Juventus e tutti dal tono ironico. Tra i tifosi della Juve c’è chi scrive: “Ottima per farci prendere per il c*lo. Un interista non avrebbe saputo fare meglio”, poi “Siete fuori dal mondo. Ci pigliano per il culo da anni e gliela servite su un piatto d’oro… io sinceramente non so come si faccia anche solo a concepirla” e ancora “State rovinando tutto, questo è un insulto alla nostra Gloriosa Maglia!!!”.
Insomma, polemiche anche tra i tifosi per il rimando allo stile della divisa carceraria. Poi però c’è anche l’ironia dei tifosi di altre squadre: c’è chi pubblica un fotomontaggio di Vlahovic dietro le sbarre, chi chiede “@grok guardando questa nuova quarta maglia della Juve, ti viene in mente qualcos’altro?” e chi scrive “bella la collab con il carcere“. C’è anche chi però apprezza il design e lo stile della maglia che Yildiz e compagni indosseranno nella prossima sfida all’Allianz Stadium contro il Como. “È stupenda, non m’interessa cosa dice il resto del mondo, unica maglia indossabile per uscire di casa e non solo per farle prendere polvere nell’armadio nella storia del calcio” e ancora “Indossata è meravigliosa, non capisco le critiche”. Una maglia che ha effettivamente un design raffinato e che è stata molto apprezzata anche all’estero. Ma il web non perdona.