Olimpiadi

Sci alpino, Mauro Pini si dimette da responsabile delle discipline tecniche maschili: “Venuta meno la fiducia”

Gli slalom di Bormio sono stati uno dei pochi flop della spedizione azzurra alle Olimpiadi. I risultati deludenti però non erano certo inaspettati

“Mi assumo la responsabilità per i deludenti risultati ottenuti dagli atleti italiani nelle discipline tecniche”. In una marea di medaglie, uno dei pochi flop della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è arrivato dagli slalom maschili di sci alpino. E le prestazioni negative hanno avuto la prima conseguenza: Mauro Pini si è dimesso dal ruolo di responsabile delle discipline tecniche maschili. “Dopo un’attenta riflessione, e preso atto del venir meno del necessario rapporto di fiducia reciproco con i superiori, ritengo corretto fare un passo indietro”, ha comunicato il tecnico ticinese, ringraziando la Federsci “per l’opportunità ricevuta”.

La Federazione italiana degli Sport Invernali dovrà ora decidere come provare a rilanciare un movimento in crisi: “Ora seguirà un incontro a Milano, al termine dei Giochi Olimpici”, fa sapere in una nota. I risultati alle Olimpiadi sono stati disastrosi, ma non erano certo inaspettati. Nello slalom gigante, l’unico qualificato alla seconda manche è stato Giovanni Franzoni, che però è soprattutto un discesista e infatti nella libera ha vinto l’argento. Nello speciale, a salvare gli onori ci ha pensato a sorpresa Tommaso Saccardi, che ha chiuso dodicesimo. Hanno deluso in particolare Luca De Aliprandini, Tommaso Sala e Alex Vinatzer. Quest’ultimo, in particolare, aveva gettato alle ortiche anche la chance di andare a medaglia nella combinata a squadra, dopo una fantastica discesa di Franzoni.

Ma, come detto, il flop nasce da lontano. Tra gli slalomisti in attività, nessuno ha mai vinto una gara di Coppa del Mondo. Un podio proprio alle Olimpiadi sarebbe stato un miracolo. E all’orizzonte non si vedono miglioramenti immediati o giovani speranze. Anche se, in generale, tutto lo sci maschile azzurro è in sofferenza. Questa stagione è stata salvata dagli exploit nelle discipline veloci e dalla definitiva esplosione di Giovanni Franzoni. Ad oggi però il 24enne è l’unica speranza a cui può aggrapparsi il movimento italiano pensando al futuro.