Calcio

“È troppo grave quanto successo con Samuele Inacio. Ci è stato strappato via dal Borussia”: la rabbia dell’Atalanta

Prima del match di Champions - vinto 2 a 0 dai tedeschi - l'ad Percassi ha espresso tutta la sua furia per il caso che riguarda il figlio 17enne di Inacio Pia. Cresciuto a Bergamo, da un anno e mezzo gioca a Dortmund

Bisogna chiamarlo Samuele Inacio, per non confonderlo con il padre, Inacio Pia, che dell’Atalanta (oltre che Napoli, Catania e Torino) è stato attaccante e che ora fa l’agente dei giocatori. Questa storia ha a che fare con un po’ di componenti diverse: l’Atalanta, il Borussia Dortmund, gli agenti e la famiglia del giocatore. Che è un attaccante, proprio come il padre, e che a soli 17 anni è già stato inserito nella lista Champions dei gialloneri. Perché è forte, molto forte. Ed è la cosa che più di tutte ha fatto infuriare l’Atalanta nell’estate del 2024.

Prima di capire questo, però, bisogna tornare alla giornata di martedì, quando prima della partita di Champions proprio tra Atalanta e Borussia (poi vinta 2 a 0 dai tedeschi), l’ad dei nerazzurri Percassi ha voluto parlare ai microfoni per rendere nota una situazione che non tutti conoscevano: “Abbiamo annullato il tradizionale pranzo tra i club prima della partita” ha detto, “perché è troppo grave quanto successo con Inacio. Il giocatore è cresciuto con noi e ci è stato strappato via in maniera poco chiara, per questo abbiamo portato la questione davanti alla FIFA e siamo convinti di aver ragione”. Non solo: “Ci siamo rimasti molto male e l’abbiamo spiegato al Borussia, che non si è mai voluto sedere a un tavolo con noi per sentire quanto avessimo da dire”.

In sostanza e in sintesi, l’Atalanta non ha gradito per niente il fatto che l’attaccante si sia trasferito a Dortmund dopo un accordo tra le parti che ha tagliato completamente fuori il club (il giocatore, in quanto minorenne, era comunque libero di firmare per un’altra società), anche perché in Samuele Inacio intravedeva un potenziale enorme. Lo stesso che era stato intravisto nel lontano 1998 in Pia senior, che venne preso dalla società dell’allora presidente Ruggeri ed ebbe una buona carriera in Italia. Quella carriera che ora Samuele Inacio, detto ‘Samu’, sta provando a fare all’estero: una sua precisa richiesta che però all’Atalanta non è andata proprio giù.

Perché il classe 2008 è nato a Bergamo e per l’Atalanta era un vero patrimonio. Ha deciso di giocare a calcio da piccolissimo, mentre parallelamente portava avanti gli allenamenti di breakdance, l’altra sua grande passione. Ma il richiamo del campo e del pallone è stato molto più forte. È un attaccante di movimento, di quelli moderni: quantità ma anche molta qualità. Quest’anno, con le giovanili del Borussia, ha giocato 21 partite in totale, con 9 gol e 2 assist. L’anno prossimo verrà integrato in pianta stabile in prima squadra e si vedrà. Non è nemmeno il primo figlio d’arte di grandi prospettive che decide di giocare all’estero: Andrea Natali, figlio di Cesare (l’ex difensore di Udinese, Bologna, Torino e Fiorentina), dopo aver giocato nel Milan per qualche anno, ha scelto di trasferirsi prima al Barcellona, poi al Bayer Leverkusen (proprio nello stesso anno in cui Samuele Inacio è passato al Borussia) e ora è nelle giovanili dell’AZ Alkmaar. Ha appena compiuto 18 anni, è un difensore e di lui si parla molto, molto bene.

Finora non ha fatto infuriare nessuno, ma il rammarico per questo esodo di giovani talenti italiani resta. Ed è decisamente strutturale.