Olimpiadi

Dal “sionista fino al midollo” all’ex militare dell’Idf: chi sono gli atleti israeliani alle Olimpiadi

Partecipano ai Giochi di Milano-Cortina sotto la bandiera israeliana e sostengono apertamente la guerra a Gaza: "Moralmente più giusta nei suoi obiettivi e più umana nella sua esecuzione della storia”

Ora indossano la tuta olimpica, ma fino a qualche mese fa alcuni di loro erano dei militari. Partecipano alle Olimpiadi di Milano-Cortina sotto la bandiera israeliana e sostengono apertamente la guerra a Gaza. Mentre il Comitato olimpico internazionale esclude sportivi russi e bielorussi dopo l’aggressione in Ucraina, i Giochi invernali hanno accolto ex soldati Idf che rivendicano con orgoglio il massacro nella Striscia. “Israele rispetta la Carta olimpica” – spiega il Cio – perché non ha violato la giurisdizione delle organizzazioni sportive palestinesi. Dei dieci sportivi che fanno parte della delegazione di Israele, diversi componenti della squadra di bob e di skeleton sono stati chiamati alle armi nel 2023 e oggi risultano regolarmente in gara a Milano-Cortina. Gli altri sono Mariia Seniuk per il pattinaggio di figura, Noa e Barnabas Szollos per lo sci alpino, Attila Mihaly Kertesz per lo sci di fondo.

Il capitano “fanatico” Edelman

C’è anche chi non ha mai prestato servizio attivamente, ma si è sempre definito “sionista fino al midollo”. È il caso del capitano della squadra di bob Adam Edelman. Nonostante la sua partecipazione a Milano-Cortina, sui social non hai mai nascosto la sua approvazione per il genocidio di Gaza definendola “la guerra moralmente più giusta nei suoi obiettivi e più umana nella sua esecuzione della storia”. AJ – come piace farsi soprannominare – ha anche giustificato l’uccisione di medici e giornalisti a Gaza sostenendo che “Gaza è l’unico posto sulla Terra dove puoi nascondere ostaggi e ‘identificarti come giornalista’ o sparare razzi da un ospedale e ‘identificarti come un dottore’”. Per non parlare della presa in giro, insieme all’israeliano dello skeleton Jared Firestone, della scritta “Free Palestine!” sui muri di Lillehammer, in Norvegia.

L’ex militare Ward Fawarsy

Orgoglioso della sua propaganda, Edelman ha sostenuto a pieni voti anche un altro compagno di bob, Ward Fawarsy, in prima linea nel 2023. “Dobbiamo ricordarci che ciò che definisce Israele non è la tragedia, ma la nostra forza. E uno dei più cazzuti che stanno prestando servizio in prima linea in questo momento è Ward Fawarsy. Mandategli un messaggio di sostegno!”. Il 30enne Ward Fawarsy è un ex giocatore di rugby: tra l’agosto del 2023 e il gennaio del 2025 l’atleta israeliano è rimasto inattivo sui social. Proprio nel periodo in cui ha prestato servizio al Paese. Alcuni utenti commentano i suoi post con “Free Palestine” (“Palestina libera”), lui risponde facendo finta di nulla condividendo i suoi allenamenti in palestra.

Le pubblicazioni di Jared Firestone

Sui suoi canali social Jared Firestone non nasconde niente. In una cartella in evidenza sul suo profilo Instagram chiamata “Israel”, l’atleta di skeleton denuncia le uccisioni dei suoi connazionali israeliani durante il conflitto. E ancora: “Chissà se sostenere un gruppo chiamato ‘Jihad islamica palestinese’ sarebbe meno gradevole per gli occidentali di ‘Hamas'”. Alcuni suoi video pubblicati si concentrano sugli ostaggi: “Tutte le persone ritratte in questo video devono essere rilasciate immediatamente! Qualsiasi liberazione che non sia incondizionata incentiva ulteriormente il terrorismo in Israele e nel mondo”. E poi c’è un dettaglio che durante la cerimonia d’apertura ha fatto discutere: Firestone ha mostrato che la kippah indossata riportava i nomi degli 11 atleti e allenatori ebrei massacrati dai terroristi palestinesi durante le Olimpiadi di Monaco del 1972. “La gente trova qualsiasi scusa per chiedere a Israele di essere bandito dalle Olimpiadi”.

Tutti gli altri componenti della delegazione

Ci sono poi gli atleti che c’entrano davvero poco o nulla con tutto questo. Una di loro è Mariia Seniuk, 20 di origine russe (ma cresciuta in Israele) convocata per gareggiare nel pattinaggio artistico. Per lo sci di fondo, invece, il primo israeliano a partecipare a una gara olimpica di questa disciplina è l’ungherese Attila Mihály Kertész. A completare il team sciistico (in questo caso alpino) ci sono i fratelli ungheresi Barnabás e Noa Szollos. Infine, a completare la tanto discussa squadra di bob ci sono il 25enne Menachem Chen (che sui social mantiene il proprio profilo privato), Omar Katz e Uri Zisman, entrambi ex atleti dell’atletica leggera.

Amnesty International Italia pochi giorni prima della cerimonia dell’apertura dei Giochi aveva voluto lasciare questo messaggio. “Mentre si accendono i riflettori sulle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, sulla Striscia di Gaza è calato il buio più totale. E proprio grazie a questo silenzio internazionale Israele nasconde il suo genocidio”. E così, anche ex soldati gareggiano come se non fosse mai accaduto nulla.